Calcio dilettantistico. Il diesse Romano alza la voce: “Discoteche? Piuttosto aprite gli stadi”

Si riprende il calcio, ma non quello regionale, interregionale. Non riprende quello che comunemente viene chiamato dilettantistico. Riprenderà a settembre, come non si sa, in quanti, men che meno. Gli sponsor risentono della crisi, i presidenti anche e si prevede un dietrofront di molte squadre che preferiranno cedere o chiudere i battenti piuttosto che spendere energie economiche per il calcio.

Una scelta comprensibile che verrebbe fatta anche in virtù della non volontà di aprire gli stadi. Non ora, ma a settembre. La curva epidemiologica non è ancora del tutto piatta, ma è sempre più bassa, sempre più ottimistica, rasente lo zero. Allora, perchè non aprire a settembre, almeno parzialmente gli spalti?

Una domanda a cui anche gli addetti ai lavori vorrebbero dare una risposta. Tra questi c’è Pierangelo Romano, diesse ex Granata e attualmente al Formia, che in una lunga lettera prova a dare voce alle società di calcio dilettantistiche.

Invece di aprire le discoteche, nelle quali è impossibile mantenere un distanziamento sociale, aprite gli stadi con le capienze ridotte anche a 1/3. Non esiste solo la Serie A .Non esiste solo l’Inter e la Juve. -si legge nella lettera pervenutaci- State indebolendo il movimento che genera più soldi in Italia però poi al ristorante ,fuori dai bar nessuna regola rispettata. È più sicuro stare in uno stadio di 30 mila posti con 12 mila persone che dentro a un bar il venerdì con 40 ragazzi senza mascherina. Ci sono realtà che fanno dell’apporto dei tifosi una componente fondamentale anche in un periodo come questo così debole di sponsor. Il Palermo e il Bari in D, in questi 2 anni, hanno speso milioni di euro ,Savoia e Turris idem, più della metà spende 500 mila euro a compagine .Non si può fare una Serie D senza tifosi. Spesso poi ci si dimentica che questo per noi addetti ai lavori è fonte di guadagno .Una società di calcio aiuta molte famiglie, calciatori che vivono di questo e solo questo. Meritiamo più rispetto. Di questi periodi l’anno scorso accettavo il progetto Gragnano con Battiloro ,L’anno prossimo tornerò in serie D ma non ho garanzie su quello che succederà, siamo su un’altalena e quello che si dice oggi non vale domani. –conclude– Hanno condannato squadre forti economicamente a retrocessioni sul campo non meritate solo perché al momento del lockdown ci si trovava lì.La Lega sta facendo un gran casino e ci sta tutelando abbastanza poco”.