La Euro Winners Cup femminile, la cosiddetta Champions femminile di beach soccer, si è appena conclusa in cui la società italiana della LBC Catanzaro raggiungere il quarto posto, rispettando le attese e gli obiettivi prefissati, un traguardo che ha gettato le basi per il futuro e per l’imminente Campionato Italiano di beach soccer, che si terrà a Napoli dal primo al quattro agosto.
Nel roster firmato LBC la campana Giulia Olivieri, giocatrice del Sant’Egidio Femminile calcio a 11 e alla sua prima esperienza con la sabbia che, nella Euro Winners Cup 2019, firma tre reti con la maglia n.17 del team calabrese.
Per i lettori di Sportcampania abbiamo voluto porre alcune domande alla giocatrice Olivieri, rientrata da pochi giorni in Italia:
-Giulia il calcio a 11 ti ha dato tante emozioni nel passato e anche quest’anno, con il Sant’Egidio Femminile hai affrontato un ottimo campionato, come mai questa nuova esperienza con il beach soccer?
Quest’anno con il Sant’Egidio Femminile è stata davvero una grande stagione. Abbiamo raggiunto importanti traguardi e siamo cresciute molto. A fine campionato mi è stata offerta l’opportunità di partecipare a questa nuova esperienza con beach e l’ho colta a volo. E’ stato bello mettersi in gioco e vivere una realtà molto diversa dal calcio a 11, ma altrettanto stimolante.
-Puoi tirare un bilancio personale sulla competizione appena conclusa?
Sono molto soddisfatta di quanto fatto. Rispetto alle altre ero alla prima esperienza nel beach e mi ci è voluto un po’ di tempo per adeguarmi alla nuova superficie, al nuovo pallone e ai nuovi ritmi. Ma credo di aver dato, nel mio piccolo, un buon contributo e aver ripagato la fiducia che la società, lo staff tecnico e le compagne hanno riposto in me.
-A Nazarè hai vissuto una competizione europea con alternanze di squadre maschili e femminili. Proprio il calcio femminile è un tema molto gettonato in questo periodo, anche grazie al Mondiale Femminile appena iniziato.
Questo tema ha aperto dibattiti in ogni settore con paragoni tra calcio maschile e femminile, ecc. Tu che hai appena vissuto un’esperienza internazionale in Portogallo cosa puoi dirci su questo argomento e cosa pensi del “sessismo calcistico”?
Io penso che sia un errore paragonare il calcio femminile a quello maschile. Sono lo stesso sport ma con peculiarità diverse, non per questo meno interessante e affascinante. Per me è una questione culturale, soprattutto qui al sud dove il calcio femminile è meno sviluppato ancor oggi rispetto al nord. Sono sicura, però, che i mondiali daranno una ulteriore spinta al nostro movimento, finalmente!
Grazie Giulia per la disponibilità!
Raffaella Di Bello




