Beach Soccer. Il bilancio dell’ex Salernitana Diodato: “Nazarè esperienza fantastica”

Il Campionato Italiano di beach soccer è alle porte e per i lettori di Sportcampania abbiamo voluto porre alcune domande alla giocatrice campana Roberta Diodato, ex futsalera della Salernitana Femminile e rientrata da pochi mesi dalla stupenda esperienza in Champions di Beach Soccer, in Portogallo, con il team calabrese della LBC Catanzaro.

Il tuo ritorno nel beach soccer non poteva che iniziare meglio: con un quarto posto alla Euro Winners Cup 2019 con la maglia del Lokrians. Ora testa al campionato italiano. Roberta il resoconto di questa avventura a Nazarè e aspettative per l’imminente campionato italiano di beach soccer?

Il beach soccer non è mai stata la mia priorità ma devo dire che mi è mancato parecchio in questi anni. Sono passata dallo scudetto con il Terracina al 4 posto in Europa, non posso proprio lamentarmi. L’esperienza di Nazarè è stata fantastica, siamo riuscite a formare un bel gruppo coeso e questo ci ha portato a raggiungere un gran risultato. Ringrazio il DS Valentina De Leo e tutti coloro che mi hanno permesso di partecipare! Per il campionato italiano vestirò la maglia del Pavia C5 e sicuramente daremo del filo da torcere al tutte le squadre favorite per lo scudetto.

Se sei ormai da anni una futsalera, ma nasci con il calcio a 11 e ora il ritorno al beach soccer. Puoi dirci le differenze riscontrate in queste tre discipline sportive così simili? E quali consigli daresti a chi intraprende questo sport per la prima volta?

Beh il passaggio dal calcio a 11 al futsal inizialmente non è mai semplice in termini di tattica, in particolare per la marcatura ad uomo che nel campo grande si utilizza quasi esclusivamente nei calci piazzati, mentre sui 40 metri perdere l’ uomo significa andare in inferiorità numerica e creare vantaggi all’avversario. La stessa cosa vale per il beach soccer, credo siano molto simili quest’ultimo e il calcio a 5, non solo per il numero di giocatori che si utilizzano, ma soprattutto per schemi e movimenti. Fondamentale al beach è il portiere che può essere l’ uomo in più quando chiamato in causa a giocare con i piedi. Non dimentichiamo che sulla sabbia c’è il fattore dell’imprevedibilità, inoltre ci si può sbizzarrire nelle rovesciate e questo lo rende uno sport più divertente e spettacolare.

Il mese di luglio sarà un mese di preparazione per il campionato italiano di beach soccer. Come affronterai mentalmente e psicologicamente questa preparazione fino al primo di agosto?

Il preparatore ci ha appena mandato il programma e come da sempre nella mia indole, lo eseguirò con sacrificio, voglia e determinazione. Il 26 luglio poi ci raduneremo tutte insieme a Napoli dove faremo un mini ritiro pre – competizione. A Nazarè non mi aspettavo di avere spazio e di segnare, quindi in Italia cercherò di dare ancora di più!

Concludiamo con un ultima domanda: mondiale terminato, l’Italia fuori… le tue considerazione?

Solo qualche anno fa ho avuto la fortuna di giocare in serie A per due anni, a Napoli, insieme a Giacinti e contro tante altre calciatrici di questa Nazionale quindi per me vederle raggiungere questo traguardo è stato ancora più bello. Questa Italia è stata capace di emozionare tutti e di trasmettere i valori del calcio pulito, quello che appartiene solo a noi donne. Spero che dopo tutta questa pubblicità si passi al professionismo perch√© solo cos√¨ potremmo mantenere queste giocatrici nel campionato italiano e renderlo più competitivo e soprattutto, perch√© meritiamo di più: solo con i sacrifici e la passione non si vive di calcio. Come dico sempre : esiste anche il calcio femminile! Mi auguro che non vada a finire di nuovo nel dimenticatoio.

Grazie a Roberta e a presto per questo Campionato Italiano di Beach Soccer!

Raffaella Di Bello