Basket. Notte mAgicA. Scafati è in A1

Di Pasquale Formisano
Foto di Francesco Carotenuto

Forse non sarà una canzone
A cambiare le regole del gioco

Il regolamento, infatti, raramente cambia, anche in uno sport mutevole come la Pallacanestro, ma invece è proprio assimilabile a una canzone, uno spartito eseguito alla perfezione, l’annata 2021/22 della Givova Scafati Basket, promossa a pieni voti in Serie A1, squadra affamata e spietata, con musicisti più atletici rispetto a quelli abituati a vedere nei teatri, ma non meno leggiadri al momento di svolgere il proprio ruolo, armoniosi nel giocare da squadra e allo stesso tempo impeccabili negli istanti in cui bisognava, per forza di cose, essere solisti.

Compositore: Nello Longobardi.

Direttore d’orchestra: Alessandro Rossi.

Autori: Joseph Mobio, Ed Daniel, Gaetano Grimaldi, Matteo Parravicini, Quirino De Laurentiis, Rotnei Clarke, David Cournooh, Diego Monaldi, Valerio Cucci, Iris Ikangi, guidati da un capitano mai domo, Riccardo Rossato, oramai giallobleu fino al midollo, capace di restare in piedi anche quando il dolore sembrava prendere il sopravvento.

È con questi giocatori/autori che gara 5 prende a via di Scafati con un rotondo 73-60

QUEL SOGNO CHE COMINCIA DA BAMBINO – Il PalaMangano ribolle di passione ed è pieno in ogni ordine di posto e, onestamente, anche di più, probabilmente con un’affluenza maggiore rispetto a quella del 13 Aprile 2006. La tensione si taglia a fette, ma la prima tripla di Clarke dopo pochi secondi fa sciogliere pubblico e squadra e nei primi due quarti Scafati riesce a ritrovare le due cose che più le erano mancare in Gara-3 e Gara-4: la difesa asfissiante e la continuità dal perimetro.

CLARKENT – E quando si parla di bombe dal perimetro bisogna citare giocoforza Rotney Clarke; proprio lui, che aveva vissuto una serie difficile prima sotto il profilo realizzativo e poi sotto quello fisico, si trasforma nel giorno più importante in Clark Kent, non nella versione dell’occhialuto giornalista del Daily Planet ma in quella più appariscente di un Superman della palla a spicchi, capace di andare all’intervallo lungo con 15 punti all’attivo, frutti di 5 tiri da tre. E se nel primo quarto la Givova si sofferma più sul lato difensivo, nel secondo inizia man mano a ritoccare il massimo vantaggio, fino ad arrivare anche al +23 (40-17 a 4’00” dal rientro negli spogliatoi) per chiudere poi il secondo tempo sul 40-19.

QUESTIONE DI CENTIMETRI – Nel terzo periodo entrambe le squadre vedono più ardua la strada che porta al canestro. Scafati ritocca ancora il massimo vantaggio con il + 24 targato Monaldi (65-21) ma Cantù, seppur peggiorando la situazione dei falli, si presenta all’ultimo intervallo sotto il muro dei 20 punti (61-42). Emblematica del match la conclusione del periodo, con una doppia tripla in due secondi, prima la sesta di SuperClarke a cui risponde Stefanelli a fil di sirena dalla sua metà campo.

NOTTE M”A”GICA – 19 punti, però, sono oggettivamente troppi anche per la splendida Cantù di questa serie, di questa stagione. Sul parquet magico del PalaMangano gli ultimi dieci minuti non sono altro che la degna ciliegina su una torta straordinaria, tutta colorata di giallobleu. La tripla di Monaldi riporta ancora a + 22 la Givova che comincia ad assaporare la massima serie, specchiandosi nella sua bellezza e stendendosi un bel tappeto rosso fino alla sirena.

Sirena che arriva puntuale sul 73-60 e che chiude definitivamente il match e mette fine a una stagione indimenticabile e a una notte magica. La penna che scrive l’ultima nota, quella conclusiva, per la composizione della canzone, che non ha per niente i tratti del semplice tormentone estivo dal ritornello orecchiabile ma che viene subito dimenticato, anzi, assume i contorni del capolavoro, pronto a restare scolpito nella memoria di un’intera città, ricordando Massimo Mangano, l’ingegnere Izzo, Peppe La Manna, Manuele Manzo, Gennaro Serrapica, Mimí, Michele Castaldo e tanti altri cuori giallobleu che non battono più..

Bentornata Scafati nell’Elite del grande Basket ; goditi la tua “Notte mAgica”, quella da godere, quella in cui non si dorme, in cui tutti quelli che hanno sofferto con te possono cantare il tuo inno,

Perché questa canzone dolce, bella, sublime, magari non cambierà le regole del gioco.

Ma regala emozioni forti, e quello conta più di ogni vittoria.