Aversa Normanna. La società saluta il Bisceglia, l’amministratore Buono: “La mano passa ai nostri legali, ecco la situazione”

Una situazione che va avanti da mesi, quella tra il Comune di Aversa e l’Aversa Normanna del presidente Giovanni Spezzaferri, che ha come oggetto lo Stadio Augusto Bsceglia. Una querelle che si conclude con l’addio dell’Aversa Normanna alla sua città ed al suo stadio.

Tramite un comunicato stampa, infatti, la società granata annuncia il trasferimento della società in un’altra struttura, ancora non nota. La partita contro il Gragnano, ultima del campionato di Serie D girone I, non si giocherà al Bisceglia, ma altrove causa la revoca della concessione dello stadio e l’ordine di sfratto con un preavviso di 15 giorni. Entro il 29 la squadra dovrà abbandonare la strutta sportiva sulla quale ha investito dei soldi per l’ampliamento.

Per chiarire meglio la situazione la nostra redazione ha contattato telefonicamente l’amministratore Claudio Buono, che in esclusiva ha spiegato i vari passi che hanno portato a questo trasferimento forzato: “E’ una situazione che va avanti da mesi -esordisce- ma nell’ultima settimana è arrivata la revoca della concessione del Bisceglia da parte dell’amministrazione comunale. Questo è la conseguente conclusione di una situazione che ora passa ai nostri legali. Tutto è iniziato ad ottobre dello scorso anno, quando la nuova amministrazione comunale ci ha chiesto gli arretrati dei pagamenti delle utenze, in particolare di quelle riguardate la luce elettrice. Secondo loro noi abbiamo un debito di 75mila euro con il Comune di Aversa. C’è però da specificare un punto. Nel 2009, anno in cui il Comune ha rilasciato la concessione alla società che rappresento, abbiamo preso in carico il Bisceglia con la condizione di costruire due strutture sportive, un campo d calcio ed uno di calci-otto. Queste condizioni sono state rispettate cos√¨ come inizialmente era stata rispettata anche quella che riguardava il pagamento delle utenze. A questo va aggiunto l’ampliamento a spese nostre dell’impianto sportivo. Quindi trovammo un accordo con il Comune, secondo il quale, non riuscendo noi ad adempiere anche al canone delle utenze, l’amministrazione avrebbe provveduto al posto nostro. Con l’arrivo della nuova amministrazione è cambiato tutto. Infatti rendendosi conto di questo punto, contrario a quanto pattuito nella concessione, ci hanno chiesto dei soldi, cioè i sopracitati 75mila euro per la luce elettrice. I problemi, ora, sono due: noi abbiamo provveduto a delle spese straordinarie che non spettavano a noi, sto parlando della chiusura delle strade in occasione delle partite, alcune spese straordinarie di manutenzione, ecc maturando un accredito di 275mila euro; l’altro problema riguarda un regolamento comunale del 2002 riguardante le strutture sportive. In questo regolamento si evince che in caso di concessione comunale degli impianti ad una squadrale spese riguardati le utenze spettano non alle società ma al Comune. Dopo tanti mesi di mediazione alla ricerca di un compromesso non trovato siamo a questo. Il Comune riconosce il loro credito, ma non il nostro e allo stesso modo non riconosce il regolamento del 2002. Per questo abbiamo passato tutto ai nostri legali”.

Questa, quindi, l’ennesima querelle tra comuni e società calcistiche riguardanti gli impianti sportivi. Ai Giudici l’ardua sentenza.

Cristina Mariano