Avellino. Taccone placa gli animi, Ferullo in società: “Resto io l’amministratore unico”

Fermento in casa Avellino, soprattutto tra le fila della tifoseria. Gli ultimi, infatti, non sono stati giorni per niente tranquilli. Già nell’estate, si ricordi, il Presidente ed Amministratore Unico del sodalizio biancoverde, Walter Taccone, aveva buttato l’amo alla ricerca di imprenditori e cordate che lo aiutassero nel progetto Avellino.

All’appello rispose l’irpino Angelo D’Agostino, ma non se ne fece nulla. Nel corso dei primi mesi autunnali i nomi che giravano erano quelli di Preziosi, anch’egli avellinese e di Angelo Ferullo, prima al Latina. Ed è proprio quest’ultimo che pare essere il nuovo socio investitore della società irpina. Nei giorni scorsi sono arrivate anche le accuse dell’ex Presidente Michele Gubitosa sulla presenza di un’alta cifra di debiti, tra i 10 ed i 15 milioni. La tifoseria grida all‘imminente fallimento ed è per questo motivo che in mattinata il patron ha deciso di indire una conferenza stampa nella quale spiega la situazione: “Ogni volta che mi allontano da Avellino, accade qualcosa. Non è successo nulla di straordinario. Da un po’ di tempo a questa parte trattiamo con quattro gruppi imprenditoriali. Tra cui quello di Angelo Ferullo, che ha dato una mano all’Avellino già la passata stagione, ha detto di voler dare una mano alla nostra società prendendo una parte di quote.

E proprio su questo aspetto si sofferma: In cambio gli ho proposto di diventare amministratore unico e lui ha preso l’impegno di portare in società delle sponsorizzazioni. Ho pensato che fosse giusto nominarlo amministratore unico visto che lui ha i rapporti con gli sponsor e non io. Ma Ferullo non ha accettato la nomina di amministratore unico, dicendomi di non voler incrinare i rapporti tra la società e la piazza. Ha declinato l’invito, io resto amministratore unico. Un socio al 15% non cambia nulla, perch√© l’85% delle quote sono mie, quindi non capisco il panico generatosi, le voci di fallimento.

Momento di chiarimento anche per quel che riguarda la questione debiti e spese: “La nostra società negli ultimi sei mesi ha avuto un lieve incremento delle spese, che non sono debiti, perch√© noi paghiamo regolarmente. Nella classifica degli ingaggi siamo al settimo posto, con 7,5 milioni di euro di monte ingaggi. C’è il Palermo al primo posto e società che hanno un monte ingaggi di 2,5 milioni di euro. Da quando gestisco l’Avellino non abbiamo mai avuto problemi con nessuno. Appena rientrato da Lisbona sono dovuto correre al campo per tranquillizzare i calciatori. Si erano preoccupati, poi si sono fatti una grassa risata. Resto socio di maggioranza, se qualche imprenditore irpino volesse parlarmi per entrare in società, io sono disponibile a fare un passo indietro diventando socio di minoranza. L’Avellino fa parte del mio cuore e quindi, in un modo o nell’altro, voglio restare nell’Avellino.

Chiarita la posizione della società, presentato il nuovo socio investitore Taccone si sofferma sulla questione più tecnica, direttore sportivo e mercato. De Vito, come il ballo delle debuttanti, è stato ancora una volta messo ala cento di voci di mercato che lo riguardano. Negli ultimi tempi lo avrebbero accostato al Foggia, dove si è dimesso di Bari. E’ stato proprio il Presidente satanello Fares a tirare in ballo il direttore irpino: “E’ una sciocchezza, fino a che sono io ai vertici della società Vincenzo De Vito sarà il nostro direttore sportivo, è fuori discussione. Se poi lo dovesse chiamare la Juventus sarà un altro discorso. Una cosa è certa, fino a quando ci sarò io ai vertici della società lui non ci lascerà. Tra noi c’è quasi un rapporto fraterno. E sul mercato: “Non siamo dei morti di fame, a gennaio non succederà niente e l’obiettivo restano i play-off, e li faremo. Se l’Avellino avesse 6-7 milioni debiti vendo alcuni giocatori e azzero il bilancio. Potrei farlo ma non lo faccio perch√© voglio arrivare ai play-off. Abbiamo un monte giocatori importante e 3 di questi valgono almeno 10 milioni, ho 2 lauree e non dico sciocchezze, faccio la mia professione e so cosa dico. Quando ho detto che con Bastien e Omeonga avremmo preso soldi cos√¨ è stato, 1,3 milioni solo per Omeonga. Se vendessi questi 3 giocatori azzerando i debiti sareste contenti. Stravedo per Galabinov. Lo sapete tutti. Mi spiace che non sia riuscito ad incontrarlo durante il mio viaggio a Lisbona. Se è al Genoa è anche merito mio perch√© Donatelli mi ha chiesto un giudizio su di lui. Era solo una battuta ovviamente, Andreyi potrebbe fare benissimo qui è chiaro. Mi piacerebbe riaverlo.

Cristina Mariano