Avellino. Braglia si presenta: “Fiero di essere qui, arrivato in una piazza storica e ambiziosa”

Il dopo Capuano si chiama Piero Braglia. L’Avellino del presidente Angelo Antonio D’Agostino ha deciso di affidarsi al tecnico classe 1955 di Grosseto in vista della prossima stagione. Dopo l’annuncio in grande stile fatto nella giornata di ieri dal club irpino, il neo tecnico dei biancoverdi quest’oggi ha tenuto la sua prima conferenza stampa da trainer dell’Avellino. Piero Braglia approda sulla panchina dei campani con grande ambizioni, ma sopratutto con una voglia immensa di riscatto. Il tecnico toscano, reduce da una esperienza triennale al Cosenza conclusasi con l’esonero, si è legato alla società di D’Agostino firmando un contratto annuale.

Per Piero Braglia questa si tratta della seconda avventura in Campania. La prima raccolta è stata quella sulla panchina della Juve Stabia, dove il tecnico è riuscito nella stagione 2010-2011 a vincere la Coppa Italia di Serie C e a raggiungere la promozione in Serie B. Al suo fianco a quei tempi c’era proprio Salvatore Di Somma, direttore dell’area tecnica che adesso Braglia ritrova nuovamente all’Avellino. Il tandem Braglia-Di Somma, dunque, si è ricongiunto e chissà se l’impresa stavolta sarà fatta con il club biancoverde.

Queste le parole del neo tecnico dell’Avellino in conferenza stampa: “Devo ringraziare la società per la fiducia. Avellino é una piazza diversa dalle altre. D’Agostino ha grandi obiettivi per il futuro e sono felice di ritrovare Di Somma, se sono qui é grazie a lui. La sua presenza é stata determinante. Dobbiamo migliorare quanto fatto l’anno scorso. Il mio obiettivo é sempre quello di salire di categoria alleno per questo. E’ una scommessa che voglio vincere.

La squadra sarà totalmente rinnovata a parte 1-2 elementi che abbiamo in rosa. Dobbiamo essere bravi a scegliere gli uomini e calciatori che vengono qui per mettersi in discussione, gente che vuole fare qualcosa di importante. De Simone sarà il mio secondo, Natalino Orrù il preparatore atletico e Pagotto il preparatore dei portieri. Abbiamo già comunicato al direttore i nostri desideri, sta cominciando a muoversi. Avellino ha delle pretese perchè è una piazza importante, il presidente vorrà che la squadra sia composta da giovani ma che hanno già un campionato di C alle spalle e non ragazzini che non hanno mai fatto la categoria o non possiamo avere pretese. Abbiamo già le idee chiare in base al sistema di gioco con cui giocheremo, ora dobbiamo solo pensare a lavorare.

L’idea é quella di acquistare calciatori giovani che però abbiamo già alle spalle delle esperienze in Serie C. Avellino é una piazza storica e stimolante ma che ha delle pretese. Quando indossi questa maglia non puoi giocare solo per partecipare. Sarà un campionato difficile con squadre forti e blasonate. Dovremo farci trovare pronti. Ritiro a Sturno? Campo bellissimo, spogliatoi da pulire. Speriamo di poterci andare e dovremmo andarci intorno al 13 agosto. La rosa dell’Avellino sarà di 22-23 giocatori, doppie coppie, è giusto che tutti debbano dimostrare se hanno voglia di lottare per questa maglia. Chi fa l’allenatore pensa sempre prima o poi di venire in questa piazza, attira, non è una piazza di C. L’ho seguito tramite tv e giornali, hanno fatto bene Di Somma e Capuano nonostante le difficoltà. Di Somma è stato determinante perchè sicuramente lui mi ha proposto. Io alleno per salire, il modulo non è 3-5-2 o 4-3-1-2, è un modulo fatto a Castellammare ma non voglio rivelarlo ora, vediamo se riusciremo ad applicarlo”.

 

Nunzio Marrazzo