Avellino-Ancona Matelica 0-1. Braglia e De Francesco dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C

Dopo la sconfitta e la conseguente eliminazione al secondo turno della Coppa Italia Serie C contro l’Ancona Matelica (0-1), il tecnico dell’Avellino, Piero Braglia, ha analizzato la prestazione dei suoi: “Oggi era una partita che ci poteva dare alcune risposte su qualche alternative. Oggi il primo tempo ricalca il primo tempo con il Campobasso. Quindi male. Noi, in questo momento non abbiamo caparbietà, determinazione, corsa. Non abbiamo queste qualità. A fine primo tempo avrei voluto fare 6-7 cambi. I ragazzi non capiscono che l’anno scorso non c’è più, è passato, che le squadre ti aspettano e ti fanno male. A me fare queste figure non va più bene. E’ giunto il momento di fare delle scelte, perchè così non è giusto andare avanti. Ci prendiamo un po’ di tempo, arrivare a Monopoli, o si torna quelli che si è stati l’anno scorso o si prendono delle decisioni. Io sono il primo colpevole di questa situazione. Mi dispiace per le persone che sono venute a vedere questa partita. Al calcio se non pedali arrivi sempre secondo. Quando uno sta fuori ti fanno il muso lungo. Ora però inizia il tempo delle scelte e delle responsabilità e lunedì sera voglio vedere l’Avellino che conosco io. Deo moduli non mi interessa, voglio rivedere il vero Avellino. A Monopoli sapremo chi saremo. Problemi in attacco? Vi do’ ragione, non voglio alibi. Voglio vedere la gente che conosco io, ognuno deve prendersi le sue responsabilità. Mi fa incazzare l’atteggiamento di superficialità di diversi giocatori. Non abbiamo fatto nulla di decente. Non abbiamo saltato un uomo, non abbiamo avuto uno spunto. E’ un momento in cui siamo molto dipendenti da Kanoutè, da Di Gaudio, da Micovschi. La gente è incazzata, e ha ragione, le aspettative erano diverse. L’anno scorso eravamo una squadra operaia, prima di farsi saltare i giocatori ne buttavano per terra almeno due. Quest’anno no. Ed è quello il problema. Di Gaudio a Monopoli? Non so se ci sarà, abbiamo fatto riposare qualcuno. Ma quello che dobbiamo fare è una cosa sola. Correre più degli altri o menare più degli altri”. 

A parlare è stato anche Alberto De Francesco, centrocampista dell’Avellino: “E’ un periodo dove poche cose vanno bene. Dobbiamo reagire, possiamo dire solo questo. L’unico modo per fare risultati è lavorare e stare zitti. C’è bisogno di umiltà e testa bassa. I fatti parlano chiaro. Non stiamo raccogliendo quello che stiamo seminando. Ripeto, c’è da mettersi sotto e lavorare sodo, solo che ora non è abbastanza. Non sono soddisfatto di quello che sto facendo e ci sto male. Io sto lavorando a testa bassa, ho letto tante stupidaggini nei miei confronti, ma io sto lavorando per tornare al mio livello. Il gruppo è sempre unito e compatto, non è che due risultati non buoni fanno rompere le cose. Bisogna compattarci ancora di più e tornare a fare le cose che sapevamo fare. Non è tutto da buttare, i momenti negativi nella vita ci sono e bisogna affrontarli con serenità e con determinazione”. 

Redazione (fonte Tutto Avellino)