La sagra degli orrori. A Bergamo il Napoli ha confermato di attraversare il momento più difficile della gestione Benitez. Lenti, impacciati, senza idee: la condizione atletica è solo la punta dell’iceberg che sta affondando le ambizioni da vertice della squadra partenopea. La mentalità europea, smarritasi nel giro di 3-4 mesi, non ha portato i frutti sperati: come negli anni passati, il Napoli continua ad inciampare contro le medio-piccole. Sassuolo, Parma e Chievo in casa, Bologna e Atalanta in trasferta: queste le avversarie che hanno rosicchiato punti preziosi agli azzurri nella corsa al campionato.
Quel che è peggio è che anche Benitez si stia da solo complicando la vita. Ha vinto tanto, in giro per il mondo, propone un calcio propositivo ma in Italia, purtroppo, non funziona cos√¨. Lungo lo stivale si vince incassando meno, imparando a difendersi prima ancora di attaccare. Lo dicono i numeri, ce lo insegna la tradizione. Il maestro spagnolo ha provato ad invertire questa tendenza e, a dirla tutta, all’inizio ci stava anche riuscendo. Poi però l’ingranaggio si è rotto e sono venuti alla luce tutti i limiti di una rosa forte, cambiata radicalmente, ma ancora inadeguata a vincere. Il mercato, quello di giugno, non poteva bastare da solo per costruire in toto una macchina perfetta. Logico aspettare fino a gennaio, approfittando del tempo trascorso per tastare tutti gli elementi in rosa, provare a capire se c’è ancora qualcuno da includere nel progetto. Magra scoperta: fatta eccezione per Mesto (tra l’altro infortunato, ndr), sono tanti i nomi inadeguati al nuovo corso azzurro. Maggio non è un terzino, Fernandez e Britos non valgono insieme mezzo Albiol, Reveillere non sa n√© attaccare n√© difendere: vive in un limbo di mediocrità. Vogliamo proseguire? Tenetevi forte. Con Behrami out ancora per 10 giorni, redini del centrocampo affidate a Dzemaili ed Inler. L’ex Parma è un buon giocatore ma non potrà mai andare oltre questa categoria, Inler invece, di anno in anno, riesce nell’impresa di fare sempre peggio. Tante le trattative tra Napoli ed Udinese, gli affari, economicamente parlando, li hanno sempre fatto i friulani. E quello di Inler è sicuramente il più riuscito. Preferiamo fermarci qua. √à arrivato Jorginho, il ragazzo promette bene, ma serviva ancora altro dal mercato. E qualcosa si poteva fare anche in avanti: Pandev è la copia sbiadita di se stesso, per non parlare di Zapata. Il colombiano, bravo ragazzo per carità, è costato la bellezza di 8 milioni ed è arrivato a Napoli al termine di un tira e molla estivo col Sassuolo. Domanda spontanea? Ma un altro attaccante, magari più pronto, no? Un nome su tutti: Osvaldo. La Juve lo ha preso a zero (prestito secco con diritto di riscatto, ndr), sarebbe stata l’alternativa ideale al pipita Higuain. Tanti, troppi giocatori inadatti a sposare il credo del maestro spagnolo, il mercato non ha teso una mano, perch√© allora non cambiare? Magari partendo dal modulo e rinforzare il centrocampo? Eh no, in questo Benitez pareggia la cocciutaggine tattica di mazzarriana memoria. In tutto questo il rumore più assordante è l’assoluto silenzio del patron, Aurelio De Laurentiis, ormai allergico ai microfoni di stampa e tv, avvezzo soltanto ai cinguettii cibernetici. Ma 140 caratteri sono troppo pochi per spiegare tanti perch√©.
Tanti problemi, una sola soluzione: rimboccarsi le maniche, lavorare a testa bassa e cominciare, sul serio, a capire quale obiettivo inseguire per questa stagione, mettendoci la faccia, già a partire da mercoled√¨.
Francesco Auricchio




