Polemiche, ancora polemiche. Ancora una volta i post-gara tengono banco più di quanto non lo tengano le partite stesse. Questa volta nell’occhio del ciclone la Curva Nord Bergamo, accusati di razzismo per aver intonato “buuu” contro il difensore centrale azzurro Kalidou Koulibaly. Non la prima volta per il franco-senegalese, già punzecchiato dagli Irriducibili laziali che costò la sospensione della gara.
Domenica, però, oltre ai fischi ed ai “buuu” da parte di oltre 4mila persone, è arrivata in campo anche una bottiglietta di plastica, con tanto di tappo. Ne consegue la rabbia di Allan, sfiorato in volto proprio dall’oggetto, che strilla contro l’assistente d’area e non solo.
Nessun provvedimento, almeno non nell’immediato. Infatti, il luned√¨ successivo il Giudice Sportivo dà la sua sentenza: curva chiusa per un turno, per il grande numero di tifosi che si è reso protagonista dei cori contro Koulibaly. “Delibera di sanzionare la Soc. Atalanta con l’obbligo di disputare una gara con il settore denominato Curva Nord Pisani privo di spettatori, disponendo che l’esecuzione di tale sanzione sia sospesa per un periodo di un anno con l’avvertenza che, se durante tale periodo sarà commessa analoga violazione, la sospensione sarà revocata e la sanzione sarà aggiunta a quella inflitta per la nuova violazione” si legge nel comunicato ufficiale sulle decisioni del Giudice Gerardo Mastrandrea.
Nessuna menzione della bottiglia lanciata, ma tanti mormorii e lamentele in terra partenopea dove la definizione dell’accaduto è semplice: razzismo, puro e semplice. Ma non sono solo i partenopei a tacciare i bergamaschi come razzisti. Lo stesso comunicato del commissario Tavecchio definisce quanto accaduto come espressione di discriminazione razziale. Da qui la risposta della Curva Nord tramite un comunicato stampa in cui la tifoseria nerazzurra si difende senza peli sulla lingua.
“MA QUALE RAZZISMO?
IL NOSTRO È STORICO CAMPANILISMO
Noi polentoni, voi terroni! L’ipocrisia che negli ultimi anni accompagna il mondo del calcio sta toccando livelli davvero imbarazzanti ed, ora, addirittura offensivi verso una tifoseria intera. S√¨ perch√© definire la tifoseria Atalantina razzista è offensivo verso le migliaia di tifosi, ultras, simpatizzanti che MAI negli anni hanno dimostrato discriminazione verso il colore della pelle.
I fischi ed i buuu si facevano negli anni a Totti, Del Piero ed altri giocatori solo per rivalità calcistica per ciò che rappresentavano, non per il colore della pelle.
Come può essere razzista una Curva che negli ultimi dieci anni ha raccolto circa 90.000 euro per sostenere un centro riabilitativo per bambini in Ruanda? Come può essere razzista una Tifoseria che ha raccolto 20.000 euro per lo tsunami che ha colpito il sud-est asiatico nel 2004?
Il campanilismo fa parte della nostra Storia calcistica, ma prima di tutto sociale, ed allo stadio la si vive con grande passione. Accusiamo altri di razzismo quando ci danno dei contadini che zappano la terra?! Noi siamo orgogliosi di questo, di essere umili ma concreti, proprio come il nostro Popolo.
Essere tacciati di razzismo ci ferisce nell’orgoglio, ben consci di non essere caduti nelle provocazioni di miliardari arroganti che giocano a fare gli uomini.
La nostra terra ha sempre accolto con calore e serietà tutti. Da Makinwa (che qualcuno voleva nominare addirittura Sindaco) passando ad una bandiera che la scorsa stagione ha lasciato il calcio. Parliamo di Giulio Migliaccio, nato a Mugnano di Napoli, orgogliosamente partenopeo ma adottato da noi Atalantini. Un Uomo che, ancora oggi, viene visto come un esempio di serietà e professionalità in campo e fuori. E basta guardare le sue lacrime per capire quanto Bergamo gli abbia e gli voglia davvero bene.
Non accettiamo l’etichetta di razzisti, ma rivendichiamo di poter vivere le nostre rivalità, calcistiche e di campanile, con fantasia e libertà.
Senza ipocrisia!
Curva Nord Bergamo 1907″
Cristina Mariano




