AreAvellino. Un sabato nero in Laguna

Una lunga sfilza di infortunati, Migliorini ed Asencio acciaccati, eppure se le speranze sono rimaste vive è stato proprio merito dello spagnolo. Quanto al centrale difensivo, palese la sua non condizione.

Cambio tattico: l’Avellino decide di affrontare il Venezia con uno speculare 3-5-2, ma sin dalle prime battute è chiaro che non è la chiave giusta per portare a casa il risultato. Di Tacchio, forse per la prima volta ad Avellino, trova serie difficoltà a centrocampo, mentre Molina non sembra riuscire a innescare niente di buono per alzare il baricentro.

E’ davvero solo Asencio a macinare chilometri passando dall’attacco alla difesa nella speranza, vana quanto meno nel primo tempo, di creare azioni pericoloso. Dal canto suo l’undici lagunare gioca con un ritmo altissimo approfittando della poca sostanza degli irpini in fase di attacco, ma anche difesa, visto che i tre centrali della retroguardia trovano serie difficoltà ad arginare gli avversari.

La più grande difficoltà, però, gli irpini la trovano sui calci d’angolo, dove prima Lettieri poi Domizzi vanno al gol. Ma non sono solo queste le due occasioni in cui la formazione irpina trema. Se sui tiri un grande Lezzerini ci mette una pezza, dall’altra c’è la difesa che traballa su tutti i corner. Sarebbe relativamente meno grave se, poi, dall’altra parte del campo l’Avellino avesse chi alza la squadra e trova il gol.

Dopo la bella prestazione contro il Cesena, un solitario Ardemagni torna nell’oblio, complice anche la poca reperibilità di palloni, certo, ma Asencio, come detto, ha dimostrato come le palle si possano rubare. Tutte le palle gol arrivano dai suoi piedi. La prima per lo stesso Ardemagni, diagonale larghissima, la seconda parata, la terza il pareggio. Nella quarta occasione sfiora il raddoppio con un colpo di testa.

Indubbiamente il migliore in campo, ma incapace, ahilui, a compensare la brutta prestazione degli altri 9, Lezzerini escluso, compagni.

Venezia da archiviare, ma non dimenticare. I play-off sono a 7 punti, ma molto più importante è tenersi lontano dalla zona play-out.

Cristina Mariano