In una giornata come diventa davvero difficile spiegare come mai l’Avellino in pochi minuti fa e subisce un gol. Diventa complicato perchè in fondo non si riesce davvero a capire come ci sia arrivato.
Una partita che rasenta la perfezione, complice anche un rinunciatario Cesena, ma il centrocampo dell’Avellino raramente ha funzionato cos√¨ bene in questa stagione. Radu praticamente inoperoso per tutta la durata del match, difensori al minimo sindacale, con Migliorini che si concede gli straordinari davanti sui calci piazzati. Suo uso e consumo, chiaro, ma mai come in questa partita il centrale è andato vicino alla marcatura.
Cambi giusto, tattica perfetta tanto da annullare la squadra di Castori. Moncini non in giornata? Possibile, ma la coppia centrale Morero-Migliorini sembra essere la più bella del mondo, tanto che Novellino non ha dubitato neanche un secondo.
Rizzato a sinistra, come centrocampista esterno a sostegno delle punte è quasi impeccabile. Non riesce, forse, il cross perfetto, o forse semplicemente Ardemagni non riesce a sfruttarli. Lo stesso attaccante milanese, svelto, voglioso e affamato in mezzo al campo. E allora dov’è stato il problema?
Cacia è un demonio sotto porta e l’Avellino lo sa bene, essendo la sua preda preferita ed è forse qui che gli irpini dovrebbero fare mea culpa. Marcatura leggera su Esposito che spizza verso l’ex Lecce libero come una libellula a due passi da Radu. Da l√¨ il gioco è fatto.
Tutto negli ultimi trenta secondi del match, quelli concessi per il cambio di Ardemagni con De Risio per reggere lo sprint finale dei bianconeri. Subito dopo le lamentele degli attaccanti di Castori per un presunto tocco di mano in area. Sempre in quegli ultimi trenta secondi che hanno allungato il match quel tanto che è bastato per riagguantare il risultato e rimanere a bocca quasi asciutta.
Comunque l’Avellino porta a casa un punto, un risultato positivo, dopo la sconfitta contro il Foggia. Un’altra beffa, ma con delle evidenti colpe.
Cristina Mariano




