AreAvellino. Per un passo avanti, almeno due indietro: difesa imbarazzante a Ferrara

Sembra ormai un copione scritto, una trama ciclica che si ripete una partita si ed una partita no. Se una settimana arrivano gli elogi e la parvenza che il cambiamento sia vicino, la settimana dopo bisogna cancellare tutto e ripetere allo stremo della nausea sempre le stesse considerazioni.

Quello visto a Ferrara è una delle peggiori partite dell’Avellino. S√¨, anche questa è una considerazione che si ripete sempre troppo spesso. Ad oggi l’unica trasferta giocata in maniera decente dai giocatori di Toscano è quella di Vicenza. Contro la Spal sarebbe stato difficile, era in preventivo, ma sicuramente in pochi si aspettavano lo sfacelo andato in scena allo stadio Mazza.

Mimmo Toscano sembra essere uno di quegli allenatori che non modificano il proprio credo calcistico neanche davanti all’evidenza. Nonostante la sconfitta a Novara, con il 4.3.3 i ragazzi irpini avevano messo in scena una partita non da buttare, tutt’altro. Con il ritorno al classico modulo tanto amato dal tecnico ex Ternana, ci si ritrova a rabbrividire di fronte a quanto si vede in campo.

La fase difensiva, in occasione della partita contro la squadra di Semplici, è stata altamente insufficiente. Senza nulla togliere alle qualità degli attaccanti della Spal, i tre di dietro hanno sofferto in modo indicibile nell’arginare Antecunni e compagni. Già nel primo tempo l’Avellino ha rischiato di chiudere sul 2 a 0, se non fosse stato per un monumentale Frattali uscito in scivolata e con coraggio a bloccare l’avanzata di Zignni verso la sua porta. Nel secondo tempo è ancora Frattali a lasciare in gioco i suoi parando il rigore di Antenucci per un fallo di D’Angelo.

Lo stesso capitano, che puntualmente ci mette la faccia e chiede scusa ai tifosi, rischia di fare la frittata. Già ammonito è solo grazie ad una svista dell’arbitro che resta in campo. Col senno di poi, un vero e proprio regalo, visto che la squadra poteva rimanere in nove a causa della successiva espulsione di Asmah.

Diventa ormai ripetitivo sottolineare come l’Avellino non riesca a creare reali occasioni da gol, come le prestazioni degli irpini siano sempre dalla doppia faccia con un discreto primo tempo ed un secondo tempo calante. Ottobre è giunto al termine, l’infermeria ancora non si è svuotata, ma questo non può essere sempre un alibi. Gli uomini a disposizione ci sono e paradossalmente quando gli essenti erano maggiori, il gioco è sembrato più fluido e la voglia di vincere più accesa. I tempi necessari all’apprendimento dei nuovi schemi e l’adattamento dei nuovi arrivati sono belli che sufficienti.

Adesso è tempo di sedersi e farsi due domande, riflettere, capire cosa non vada, perchè la squadra non riesca ad ingranare.

Archiviata, malamente, la dodicesima giornata è doveroso farlo per poter rimediare e cambiare la storia di questo campionato.

Cristina Mariano