Continua il percorso di “rieducazione” di Claudio Foscarini nei confronti dell’Avellino. Ieri, con la Virtus Entella, la squadra ha manifestato qualche difficoltà in più rispetto alla splendida prestazione contro il Perugia. DI fronte una squadra che non ha lasciato spazio per organizzare idee e gioco, ma gli irpini sono riusciti a rispondere bene e colpo su colpo. Viene, inoltre, sfatato il tabù Chiavari: la squadra irpina, infatti, non era mai riuscita a violare la porta avversaria nei tre precedenti.
In un primo tempo avido di reali occasioni, Lezzerini comunque si è distinto anticipando le intenzioni degli attaccanti avversari. Assieme a lui un monumentale Migliorini al posto giusto nel momento giusto. Nel secondo tempo, però, sono arrivati i problemi. In seguito al gol, l’Avellino ha subito una feroce reazione dei liguri, che messi peggio in classifica, avevano bisogno della vittoria, anche per ritornare ad avere morale e risultati positivi. All’Avellino, invece, serviva la continuità e la consapevolezza dei propri mezzi.
Lezzerini viene battuto solo su calcio piazzato, ma anche nella ripresa il portierino ex Fiorentina ha dato segnali di crescita e di grandi riflessi, soprattutto in occasione del potenziale 2-1 di Crimi.
In ripresa, dopo la partita appannata di luned√¨ scorso, Asencio, che torna al gol e dimostra sempre la sua grande voglia di essere al centro del gioco e della manovra. Lo spagnolo è tutto cuore, tanto che a volte, per eccesso di zelo si scorda dei compagni e ruba loro le palle migliori per andare a rete. Un difetto, certo, ma d’altro canto oltre alla giovane età. l’attaccante dimostra attaccamento alla causa. Cosa, questa, che non può di certo dirsi per l’altro attaccante, Matteo Ardemagni, ormai avulso in questo progetto. Dopo lo stop contro la sua ex squadra, Foscarini, ancora in piena fiducia verso il suo calciatore, lo schiera, per dare una scossa alla squadra che sembrava subire troppo la fame dell’Entella. Esperimento chiaramente fallito. Il giocatore apatico ed evanescente resta da solo in attacco, mentre Castaldo, alla sue 200esima partita in biancoverde, arretrato nel ruolo di seconda punta arriva a centrocampo per dare una mano ai compagni.
Une bellissima occasione per andare in gol, azione prolungata e palla che finisce a lui, solo in area di rigore. Troppo lezioso, troppo lento e macchinoso, si fa recuperare e si incaponisce in un dribbling che gli porta niente. Qualche minuto dopo prova a difendere palla nella trequarti avversaria, ma ancora una volta fa la cosa sbagliata, commettendo fallo e continuando, quindi a lasciare il pallino del gioco nelle mani degli avversari. Uniche due volte in cui l’attaccante milanese entra nel vivo del gioco.
Alla fine del match l’Avellino porta a casa il punto, che serve poco alla classifica, ma che comunque porta morale ad una squadra che cerca assiduità di risultato.
Cristina Mariano




