AreAvellino. Con l’Empoli emerge il limite, D’Angelo mattatore

Una partita sofferta da parte dell’Avellino, ma al Castellani gli irpini sono riusciti a “rubare” un punto grazie al guizzo del capitano Angelo D’Angelo a pareggiare i conti al 50′ del secondo tempo.

La capolista contro una squadra che è riuscita a ritrovare la vittoria contro il Novara dopo circa un mese di astinenza. Ma oltre al grande orgoglio e alla grande tenuta fisica sono saltati agli occhio due aspetti importanti. La squadra di Novellino ha tenuto bene alle offensive di un Empoli che giocava ad un’altra velocità Anton Kresic, nonostante la lunga lontananza dal campo per lasciare il posto a Migliorini e Marchizza, poi Morero, ritorna con grande plasticità a ttenzione. Deciso nelle chiusure almeno in tre occasioni. Bellissima quindi partita difensiva dell’Avellino, che ha però peccato in fase d’attacco.

Ardemagni torna titolare, ma è palese che la scelta non è felice. Asencio deve rifiatare, Castaldo è ancora fuori, Gavazzi dev’essere preservato. Torna in campo l’ex Perugia, quindi, nonostante una pubalgia che non gli permettere di essere al meglio. Si vede, anche perchè i movimenti sembrano pigri e il pressing poco convinto. Nonostante questo serve una palla a D’Angelo per il pareggio in extremis.

A mancare, però, è un legame tra il centrocampo e l’attacco, l’uomo in più che è mancato nel 4-2-3-1 schierato ieri da Novellino. Ardemagni troppo solo, quindi, e l’assenza di uno tra Gavazzi e Asencio fa s√¨ che l’attaccante debba fare l’intero lavoro da solo. Nove uomini dietro la linea del pallone e nessuno che sia riuscito, almeno fino all’ingresso proprio dello spagnolo, ad alzare il baricentro della squadra.

Non è un caso che la prima azione da gol sia arrivata proprio da Asencio, seppur da calcio piazzato. Nel corso del primo tempo e nei primi minuti della ripresa Gabriel ha fatto lo spettatore non pagante.

Questo il primo elemento. Il secondo riguarda la grinta e la forza di volontà di capitan D’Angelo. Sempre al centro dell’azione, a volte viene dato addirittura per scontata la sua prestazione, tanto da non essere osservato con la giusta attenzione. E’ lui, come abbiamo detto e ripetuto, a segnare il pareggio e decretare l’1-1 finale. All’andata come al ritorno, ma non solo. Per D’Angelo quella di ieri è stata la terza marcatura della stagione e forse un caso, forse, no tutte e tre sono state decisive per portare a casa il risultato.

Il primo gol è arrivato nella sfida contro il Venezia, finita 1-1 al Partenio. Prima in gol la formazione di Pippo Inzaghi, poi la rimonta con il colpo di D’Angelo. Stessa situazione, ma con esito differente nella partita di andata contro l’Empoli, quando il capitano ha decretato il gol del 3-2 definitivo e quindi la vittoria per i suoi. Poi, come detto il gol di ieri. Tre marcature e due assist, il primo nella manita contro il Foggia, il seconda giusto sabato a Gavazzi per il gol dell’1-0.

Un capitano decisivo e mattatore per questo Avellino, che però, dovrà rinunciare a lui nella prossima giornata a causa dell’espulsione rimediata durante l’esultanza nel Castellani.

Cristina Mariano