Tanti calciatori fermi ai box in attesa di riuscire a trovare spazio o di ritornare in campo dopo le vacanze estive. I campionati regionali son fermi ormai da tempo e la nostalgia si fa sentire forte e chiara. E’ il caso di Antonio Piccirillo, calciatore delle Aquile Rosanero Caserta: “Il campo manca a tutti e secondo me allenarsi individualmente è dura perché si sa che non tutti lo fanno . Non siamo tutti dei professionisti nei dilettanti”
“La mi squadra aveva l’obiettivo di salvarsi -racconta ai nostri microfoni- Soddisfatto del percorso? E’ una parola grande perché ancora dovevamo assaporare la vittoria. Di mio so che posso dare qualcosa in più”.
Duttilità e capacità di adattarsi, sono delle caratteristiche importanti per il calcio moderno e Piccirillo lo sa: “Sono un terzino sinistro che all’occorrenza può fare il terzo o il quarto di centrocampo. Ho la velocità come mio punto di forza e devo migliorare nel gestire i momenti della gara”.
Per quel che riguarda il personale e il sogno di diventare calciatore: “Non mi ispiro a nessun calciatore perché ognuno ha delle proprie caratteristiche e ognuno è diverso a modo suo. I sogni sono sempre aperti ma nella vita non ci vuole il talento ma ci vuole anche la fortuna”.
Covid e ripresa: “Secondo me non si riprenderà perché sarebbe di nuovo un enorme casino riprendere tutto. Vedi che ci sono ancora i recuperi da fare, si perderà tempo, bisognerebbe giocare ogni due giorni ma sarebbe dispendioso. Porte chiuse? Il 12 uomo sugli spalti è relativo, non ci credo a queste cose io se la squadra è forte gioca bene anche con 0 spettatori”.
Carol Violante




