AIC. Tommasi: “La salute prima di tutto, vogliamo un protocollo sicuro”

Dopo l’incontro tra il comitato tecnico-scientifico e i rappresentanti della Federcalcio, il Governo non si è ancora pronunciato definitivamente sul futuro del campionato di Serie A. Il tema tanto discusso è il protocollo medico che presenta tuttora vari quesiti senza risposta.

A trattare tale argomentazione è stato proprio il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, ai microfoni di ‘FanPage.it’: “Siamo in attesa. Sappiamo che il comitato tecnico-scientifico trasmetterà una nota al ministro della salute e al ministro dello sport. Ma non abbiamo ulteriori elementi. La gestione della positività di un calciatore non può essere diversa da quella che riguarda altri ambiti del paese. Ci saranno dei protocolli, in questo senso, che dovranno essere confermati da chi ci autorizzerà a tornare a fare l’attività. Questo però ce lo dovranno dire i medici. Nuovi casi? È stato fatto uno screening pre-allenamento, come giusto che sia in questo momento, e i positivi verranno isolati. Sappiamo che non tutte le squadre hanno fatto già i test, per problemi logistici. Era da mettere in preventivo qualche caso di positività, vista la diffusione del virus soprattutto in alcune regioni d’Italia. Al di là dei nuovi casi positivi, è la prolungata positività di alcuni calciatori, andati oltre le tre settimane di positività, ad aumentare il livello di preoccupazione. Ci sono una serie di aspetti: le problematiche che possono nascere da una positività, la durata della stessa, cosa può succedere nel gruppo alla luce dei contatti avuti dal soggetto risultato positivo, che sia un calciatore o un membro dello staff. Ad oggi sono situazioni che vengono gestite secondo i protocolli della FMSI, ma ci sono società che stanno seguendo anche altre indicazioni, altre che attendono la ripresa degli allenamenti di gruppo per applicare le misure di sicurezza. Come dicevo, l’uniformità di applicazione delle norme è fondamentale.

Questione contratti? Non so se e quando verranno definite le date di fine stagione. Formalmente è stata fatta richiesta di spostarle in avanti e il Consiglio Federale avrebbe dovuto ratificarlo oggi, ma è stato rinviato. Il tema delicato è rappresentato dai prestiti e dai calciatori in scadenza che hanno già firmato un nuovo contratto con un’altra squadra. A livello internazionale c’è poi il discorso legato alle coppe europee, ad oggi programmate per agosto. Bisognerebbe intervenire sui contratti in scadenza al 30 giugno e su eventuali contratti già firmati a partire dal 1 luglio, per i quali saranno sospesi gli effetti da un punto di vista di tesseramento, fintanto che non si dichiarerà chiusa la stagione 2019/20. E’ uno dei nodi che la FIFA ha cercato di sciogliere dando indicazioni, un tema su cui nessuno ha ancora una risposta certa. Parecchie squadre stanno rinnovando i contratti in scadenza il 30 giugno proprio per aggirare questa problematica. L’AIC a favore della ripartenza? La salute, prima di tutto. Vogliamo un protocollo sicuro, validato, semplice, efficace. Qualcosa che ci dia certezze, che presenti la sicurezza di un rischio calcolato. E poi il tempo, sempre più stretto ogni giorno che passa. Il pensiero di tante partire da affrontare in pochi mesi. Costringerà a far funzionare tutto perfettamente per non avere intoppi e finire la stagione 2019/20. Si corre il rischio di rimettere in moto una macchina che potrebbe fermarsi subito”.