Wimbledon Junior. L’italiano Quinzi in finale: “Ora voglio vincere!”

“Ora il torneo voglio vincerlo”. Gianluigi Quinzi e’ felicissimo dopo la vittoria contro il britannico Edmund per 6-4 6-4: e’ in finale nel tabellone junior di Wimbledon. In passato solo tre azzurrini hanno raggiunto questo prestigioso traguardo sull’erba londinese: Diego Nargiso vinse il titolo nel 1987 battendo l’australiano Stolteberg, mentre Silvana Lazzarino e Rita Grande si fermarono in finale rispettivamente nel 1951 e nel 1993. Dopo il successo di Andrea Pellegrino nel Torneo Avvenire, uno dei piu’ importanti appuntamenti under 16 del circuito mondiale, un altro prestigioso risultato per l’Italia a livello junior in questo 2013 in cui possiamo vantare anche la semifinale raggiunta da Filippo Baldi agli Australian Open. “Sono molto felice – racconta Quinzi, che contro Edmund ha assaporato l’atmosfera di uno dei campi principali dell’All England Club, il Court 3 – sto giocando davvero bene. Mi sento in perfette condizioni fisiche e mentali, Edmund era un avversario molto duro, prima di Wimbledon ha anche vinto un match a livello di Atp 250 a Eastbourne sempre sull’erba. Come era pericoloso Milojevic che ho battuto nei quarti e che mi aveva invece eliminato al Roland Garros”. Quindi il mancino marchigiano parla del match contro Edmund: “Ci sono stati due break, uno per set, in mio favore. Abbiamo giocato ad un livello altissimo. E c’era tantissima gente a vederci, non me lo aspettavo Ho tenuto molto bene il servizio, restando calmo anche quando, in un paio di occasioni, ero sotto nel punteggio”. Un’atmosfera particolare quella di Wimbledon, ma Quinzi ha una preferenza: “Qui e’ tutto fantastico, ma preferisco gli Us Open e New York. Mi piace l’atmosfera, i colori e la superficie. Si’, perche’ anche se finora ho vinto di piu’ sulla terra rossa, preferisco il cemento, il veloce”.
Ha iniziato a giocare a cinque anni spinto dal nonno paterno, ama il go kart e soprattutto lo sci: “E’ uno sport che adoro – ammette candidamente il vincitore del Bonfiglio 2012 – sono anche molto bravo, sarei potuto diventare un buon sciatore. Una passione che mi ha trasmesso mia madre Carlotta, che e’ stata nazionale di sci. Quando pero’ ho preso per la prima volta la racchetta in mano e’ stato un colpo di fulmine. E poi e’ meno pericoloso…”. Domenica la finale con il sudcoreano Hyeon Chung: “Non mollero’ una palla, un punto, questo posso dirlo gia’ adesso. Ripeto: voglio vincere il torneo”.