La sconfitta contro il Pescara dello scorso venerd√¨ probabilmente è ancora una ferita aperta, anche perch√© il risultato è bugiardo. Un 3 a 0, quasi rimontato poi da un intramontabile Zito e da un non classificabile Mokulu. Sono proprio questi due punti che fanno sorridere i tifosi irpini e probabilmente anche la dirigenza e lo staff irpino in generale. Benjamin Mokulu si è sbloccato in campionato e ha segnato ancora una volta seppur in questo caso il suo gol non ha influito sul risultato come fatto nelle partite precedenti. Il belga congolese è arrivato a quota 6 gol stagionali, raggiungendo Trotta, quasi a sorpresa. L’attaccante ex Bastia infatti non ha mai avuto un grande feeling col gol, e nei primi sei mesi lo aveva dimostrato. Ha messo in campo tanto impegno, tanto fervore ma al gol è arrivato solo in questa stagioni nelle prime uscite ufficiali dei biancoverdi. L’attaccante, che sembrava non adatto a giocare con trotta, giocatore dalle caratteristiche molto simili a quelle del belga, dimostra in campo di sudare la maglia e di voler portare a casa il risultato pieno. Non solo, l’impegno proposto dal ragazzo mostra un appeal particolare. Mokulu vuol essere il padrone del campo, vuole dominare l’avversario arrivando prima sui palloni e difendendoli dagli attacchi dei difensori avversari. Anche il modo in cui calcia in porta dà dimostrazione di quanto affermato. Seppur qualche tiro mal riuscito, i suoi gol stati frutto di vere e proprie frustate verso la porta avversaria.
Un supporto niente male per l’altro attaccante ce sta portando avanti l’Avellino con i suoi gol, e cioè Marcello Trotta. Il classe ’90 scuola Napoli arrivato nella stessa sessione in cui è arrivato Mokulu, ha dimostrato sin da subito la sua classe e la sua tecnica, nonch√© la sua capacità di finalizzazione. Molto spesso il suo gioco è prevedibile, ma l’attaccante irpino è merce rara per il calcio italiano. Forza e fisico inglese. Il ragazzo si è formato nel Manchester City ed infatti, come detto, il suo fisico lo dimostra e fa venire in mente le larghe spalle di un certo Wayne Rooney. Ovviamente non si sta paragonando la tecnica dei due, seppur il nazionale Under 21 ha ampi margini di crescita. Probabilmente la sua quantità di gol potrebbe aumentare se occupasse il ruolo di ariete d’area, senza andare a sacrificarsi negli altri reparti o andandosi a prendere la palla in altre zone del campo. Oltre ai gol, Trotta è uomo assist, è centrocampista e anche difensore. √à il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero, giocando come un calciatore generoso e che si sacrifica. Ha il colpo del grande attaccante e al tempo stesso l’umiltà del calciatore operaio che si dona alla squadra.
Lo stesso discorso si potrebbe fare per uno dei senatori di questo Avellino, Antonio Zito. Da titolare inamovibile con Rastelli e con lo stesso Tesser nelle prime uscite stagionali e di campionato è passato ad aspettare silenziosamente il suo turno lasciando spazio ai compagni più giovani di lui. Sappiamo tutti che Zito ha una certa età ed ha delle caratteristiche tali da non poter coprire in maniera eccepibile la fase difensiva e probabilmente è proprio questo il motivo per il quale il tecnico trevigiano ha deciso di andare oltre e guardarsi intorno. Il sinistro di Zito però manca alla manovra irpina, seppur Jidayi abbia sia qualità offensive che difensive non indifferenti. Zito comunque ha segnato un record: è il settimo calciatore che ha segnato un gol in favore dell’Avellino partendo dalla panchina. Questo può essere un buon punto a favore di Tesser, che dimostra di saper leggere le partite ma anche in favore dei calciatori che entrano con tanta motivazione da cercare di cambiare la partita in corso seppur il tempo a loro disposizione sia poco. Sinergia, coesione e voglia di farsi vedere sono la ricetta giusta che sta portando avanti seppur in maniera altalenante un Avellino che sta trovando una sua dimensione e che sta migliorando il suo profitto strada facendo.
Cristina Mariano




