Ancora misure restrittive per la tifoseria azzurra che si trova a dover subire due turni gara a porte chiuse. La comunicazione, ufficializzata dal giudice sportivo, si delinea attraverso una serie di punti che giustificherebbero la condanna restrittiva. Tifosi senza biglietto, invasone di campo, gesti che istigano alla violenza, magliette con scritte ignobili, situazioni di panico… e molto altro. Una situazione ribaltata: lo Stato gestito da Genny a’ carogna, camorrista e controllore di folle. Ma secondo la legge qual è il reato di Genny? Una maglietta? Per quanto possa risultare poco rispettoso, chiedere la liberazione di una persona accusata di omicidio non è in Italia ancora un reato punibile penalmente. Il capitano del Napoli, Marek Hamsik, scortato dalla Digos, si è recato sotto la Curva dei tifosi napoletani per tranquillizzare i sostenitori sugli eventi di poco prima. Da questo momento si scatena l’inferno mediatico e l’attenzione si sposta solo su Genny: considerato un camorrista, forse uno dei capi, che andrebbe a piede libero per le città d’Italia. Le tesi risultano infondate e senza prove. Ma intanto arriva per lui il Daspo per 5 anni, mentre Ciro Esposito è piantonato in ospedale e continuano a circolare liberamente le immagini di Danilo De Santis con le illegali bandiere a sfondo fascista.
Come fa notare Enrico Mentana, in un servizio del tg di La7, anche il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, che avrebbe preso la decisione finale in merito al Daspo, organizzò una sorta di manifestazione per richiedere la libertà di un ex premier, accusato di diversi reati legalmente perseguibili e condannato finanche in Cassazione.
Ma ci sono delle immagini che non sono finora salita alla ribalta dei vari media e che condannerebbero anche la società sportiva della Fiorentina. Nei preoccupanti 45 minuti di attesa prima dell’inizio della finale di Coppa Italia, il direttore sportivo dei viola, Daniele Pradè, si reca presso la curva dei sostenitori fiorentini a scambiare delle comunicazioni con gli ultras di turno. Un silenzio, quello sulle parole tra Pradè e gli ultras, pari quasi quanto quello dei tifosi napoletani la sera della Finale in rispetto di un compagno in difficoltà. Allora la domanda sorge spontanea: perch√© se Marek Hamsik parla con gli ultras è reato e se lo fa Pradè è tutto normale? L’amarezza di Pradè si è cos√¨ espressa a fine patita: Ieri sera la finale di Coppa Italia ha decretato due vincitori, in campo il Napoli, fuori Firenze e i suoi tifosi. Di quali tifosi parliamo? Di quelli a cui verrà chiusa la curva Fiesole per aver inneggiato i cori razzisti durante la partita? O di quelli che hanno attaccato il club Napoli bolognese in provincia di Rieti?
La verità è che stiamo dimenticando che Ciro Esposito rischia la vita e che ieri sera la tifoseria partenopea ha dato una lezione di buon costume a tutti, durante Napoli-Cagliari. Non bastano gli spari, non basta la violenza, non basta avere il biglietto ed essere aggredito ai tornelli perch√© non si distingue la brava gente da quella negativa. Ci sono tanti occhi che si vogliono chiudere davanti alla verità. La Fiorentina ha borbottato altres√¨ con gli ultras, come il Napoli: ma se le restrizioni e le ingiustizie partono dallo Stato, come vogliamo che i tifosi percepiscano il messaggio di legalità?
Elena Cuomo
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