Gara mediocre degli azzurri che, nonostante una prestazione abbondantemente al di sotto delle aspettative, riescono a portare a casa tre punti fondamentali (in ottica rincorsa al secondo posto) dall’Olimpico di Torino. I granata di Ventura data la mole di gioco espressa e le occasioni (due legni ed un erroraccio di Immobile) sprecate, avrebbero forse meritato qualcosa (e siamo forse ingenerosi) di più. La cosa che contava, ad ogni modo, era vincere e la vittoria è arrivata, nella speranza che questa possa fungere da additivo per uscire da un momento (almeno a livello di prestazioni) di grande appannamento. Ecco le pagelle degli azzurri:
Reina 6: Nessun miracolo quest’oggi, ma solita gara attenta ed un bel colpo di reni su Darmian. Se poi laddove non arriva il fenomenale portiere spagnolo, la fortuna fa il suo. premiandolo con l’aiuto dei legni, va bene uguale.
Reveillere 5: Soffre oltremodo le sgroppate di Darmian che lo costringe sistematicamente a sostare (ed il termine non è usato a sproposito) nella sua trequarti. E’ costantemente in affanno e la lucidità del suo fraseggio ne risente. Dal 74′ Henrique 6: Non sarà una cima in quanto a doti tecniche o atletiche, ma almeno dimostra una duttilità fuori dal comune. Gioca quasi 20′ in maniera decorosa.
Albiol 5.5: In periodo di appannamento: se la porta di Reina non viene violata è tutto merito di Reina, della Dea bendata e dell’insolita mira approssimativa di Ciro Immobile. Soffre troppo la vivacità di Barreto.
Fernandez 6: Non gioca la miglior gara della sua carriera ma ci mette la pezza, con le buone o le cattive, in più di un’occasione. Per la serie: non sarà un fulmine di guerra, ma almeno ci prova.
Ghoulam 5.5: Primo tempo horror, specie in fase di possesso. Ripresa decisamente meglio, ma non è abbastanza.
Jorginho 5.5: Più dinamico e propositivo dello spento compagno di reparto, commette comunque troppi errori per arrivare alla sufficienza. Non sarà Lampard, ma da lui ci si attende comunque qualcosina di più.
Inler 5: Una gara senza molto senso. Dovrebbe garantire un discreto apporto di fosforo alla manovra azzurra ma si limita a prendere parte alla ‘sagra della confusione’ del centrocampo azzurro. Soffre l’inferiorità numerica al cospetto dei colleghi granata ed esce esausto, ammonito ed arrabbiato con se stesso. Dal 64′ Behrami 5.5: Un solo, gravissimo errore che poteva costare il gol di Immobile, che per sua fortuna si scorda come si faccia gol. Un calo di attenzione non da lui. Preoccupante.
Callejon 5.5: Molto meno lucido e dinamico del solito, non dà il solito apporto di qualità abbinata ad una quantità più british che iberica. L’azione più pericolosa del primo tempo azzurro è comunque opera sua. Peccato che Higuain, stasera, sia in letargo (almeno fino all’89’). Dall’80’ Insigne 6: In 10′ assicura verve e vivacità dalla trequarti in su. Forse meritava di entrare qualche minuto prima.
Hamsik 6: Merita la sufficienza per il grande impegno profuso e l’umiltà con la quale un fuoriclasse come lui approccia al match. I tempi migliori, però, sono lontani anni luce: vedi la girata alle stelle.
Mertens 6.5: Gioca ad intermittenza fino al 70′ circa, poi si sveglia e la manovra offensiva azzurra appare rigenerata. Impensierisce in almeno tre occasioni Padelli ed è una spina nel fianco per la robusta ma macchinosa retroguardia granata. Una sicurezza.
Higuain 6: Gioca forse una delle sue peggiori partite da quando è a Napoli. E’ svogliato ed arruffone (vedi la punizione-scivolata dal limite) ma quando una squadra può vantare un calciatore del suo estro in rosa, allora è da mettere in preventivo che questi, da un momento all’altro, possa inventarsi la giocata vincente. Quella è arrivata, forse viziata da un lieve fallo su Glik, ma vale tre punti e tante castagne tolte dal fuoco.
All. Benitez 5.5: Deve ringraziare i legni, Higuain ed un Doveri forse troppo permissivo nei confronti dell’argentino se il suo Napoli riesce a portare 3 punti (tra l’altro fondamentali) all’ombra del Vesuvio. Prestazione sottotono di Hamsik e compagni ma, in occasioni del genere, raccogliere una vittoria vale forse il doppio. Dopo la gara con la Roma (che sente il fiato sul collo) e quella di stasera, però, occorre un’inversione di marcia: non è sempre Pasqua e gli errori (tattici o individuali che siano) alla lunga si pagano.
A cura di Mirko Panico




