“SfiDe”. Il grande amore della Campania per la coppa Italia di serie D

Bentrovati, gentili lettori appassionati di quarta serie, all’appuntamento settimanale con “SfiDe“, la rubrica di Sportcampania.it volta a narrarvi le grandi vicende dei protagonisti della serie D campana. Dopo avervi raccontato le storie di Pietro Varriale, Diego Zerillo, Giacomo Romano e Domenico Aliperta, abbiamo scelto, per questa settimana, di focalizzarci, più che su un singolo calciatore o su una specifica squadra, su una delle competizioni più affascinanti del calcio semi-professionistico: la coppa Italia di Serie D, torneo “speciale” per le compagini made in Campania. Scopriamo perch√©…

Come noi, nessuno mai – Dalla stagione 1999-2000 ad oggi si sono disputate quattordici edizioni della competizione e, per ben sei volte, questa è finita nelle mani di una squadra campana. Seguono Lombardia ed Umbria, a quota 2, poi le varie Lazio, Basilicata, Toscana e Veneto, ferme ad un gettone. Questa la dice lunga sul livello del nostro calcio. Sulla nostra terra, fertile non solo in quanto a bellezze naturali, malavita (ahinoi) e bontà gastronomiche fioriscono, a quanto pare, anche eccellenze sportive, ergo calcistiche. Per rimanere nel ‘capitolo statistiche’ è la Turris (insieme all’ U.S.O Calcio) la squadra ad aver disputato più finali, 2, portandosene ‘solo’ una a Torre. Proprio i corallini sono, al momento, i campioni in carica uscenti ed, a fine anno, consegneranno (sono usciti ai sedicesimi con l’Astrea) lo scettro ad una tra Pontisola, Gozzano, Arezzo e, si spera per allungare a sette le coppe portate in Campania, Pomigliano. I preamboli pro-granata sembrano favorevoli dopo la vittoria per 2-0 in casa dell’Arezzo (mercoled√¨ prossimo il ritorno a Secondigliano, con il Gobbato squalificato e fatiscente) in semifinale, ma la strada verso l’ambito trofeo è lunga ancora almeno 180′ (sempre che gli aretini, fatti debiti scongiuri, non tirino uno scherzetto al Pomi).

Storia di una coppa – La prima edizione la si giocò quindici stagioni or sono e coincise con la riforma dell’allora coppa Italia Dilettanti (che fino a quel punto coinvolgeva anche le compagini di Eccellenza). Prima di vederla arrivare in Campania felix, però, si dovette aspettare qualcosa come cinque stagioni. Castrense, Todi, Pievigina e Sansovino, fino ad arrivare alla vittoria (2003-2004) della Juve Stabia. Le Vespe, in quell’occasione, se la videro con la Massese (negli anni successivi protagonista di grandi lotte in Serie C proprio con la compagine di Castellammare). All’epoca la finale consisteva in una doppia sfida: all’andata i bianconeri di Massa vinsero per una rete a zero in casa ma, al ritorno, il Menti esplose dopo un roboante 4-2. Quell’anno le Vespe vinsero anche il campionato, perdendo solo la formalità della poule scudetto. Stesso destino, due anni dopo (2005-2006) capitò al Sorrento che dopo essersi aggiudicato il girone H, si tolse la soddisfazione di battere, nell’ancora doppia finale, il Giarre (1-1 in casa e 1-2 in trasferta). Il bis-rossonero è un fiore all’occhiello per il calcio campano ma la stagione successiva la coppa, ormai affezionatasi all’area della nostra terra, decide di spostarsi solo di pochi chilometri dalla costiera, destinazione Aversa. La campania, come nessun’altra regione della comunque breve storia della coppa nazionale di quarta serie, riesce ad inanellare tre vittorie di seguito.

Giorni nostri – Quell’anno i normanni regolarono, con un doppio 1-0, il Rodengo Saiano. Dalla stagione 2007/2008 le regole cambiano, e regalano ulteriore fascino alla competizione: chi la vince ha il diritto di giocarsi i playoff promozione, partendo dalle gare di semi-finale. La posta in palio è alta: al prestigio si uniscono anche le ambizioni di promozione. Questa volta, però, la coppa cambia casa: se l’aggiudica il Como, pochi anni prima addirittura in A. Ma la coppa non poteva restare più di 365 giorni lontano da casa, e cos√¨ nel 2009 torna in Campania, Sapri per la precisione. La compagine biancoazzurra, però, dopo l’apice di quella grandissima vittoria non visse bei momenti: da prima ripescata in Lega Pro (anche grazie al terzo posto in campionato) i salernitani si ritrovano senza la possibilità di iscriversi manco in quarta serie. Molti degli uomini della dirigenza, infatti, vennero ritenuti membri del clan ‘ndranghetista dei Pesce. Storia di un altro calcio: dopo due fallimenti ed altrettante rifondazioni, ad oggi, il Sapri gioca in seconda categoria.

Finale unica – Quella tra Sapri e Villacidrese fu l’ultima finale “doppia” che vide protagonista una campana. Dal 2011, infatti, la Lega stabilisce che la squadra campione di coppa Italia di D verrà decretata da uno scontro secco, su campo neutro. E cos√¨ la Turris se la vede col Perugia tritatutto al “Biondi” di Lanciano. Nonostante una grande prova dei corallini, la maggiore qualità degli umbri decreta l’1-0 finale in loro favore. La coppa sfiora il ritorno a “casa”, ma anche per questa stagione dovrà accontentarsi di peregrinare nel freddo nord.

A volte tornano – Il 2012 rappresenta forse, ad oggi, una delle vittorie più belle di una compagine campana in coppa. Dopo un cammino trionfale, nonostante un cammino claudicante in campionato, il Sant’Antonio Abate di mister Michele Cimmino raggiunge l’ambitissima finale. Quella dei giallorossi sembra una vera favola: il 23 agosto 2011, Aliperta e compagni affrontano il CTL Campania al turno preliminare e riescono a passare il turno solo dopo i calci di rigore. La coppa sembra quasi un torneo subordinato al campionato: l’importante è restare attaccati alla quarta serie. Ma mentre di domenica in domenica i risultati stentano ad arrivare, i mercoled√¨ di coppa sono a dir poco entusiasmanti. Al primo turno gli abatini vincono un altro derby ai rigori, questa volta contro la Viribus Unitis; ai trentaduesimi 2-0 al Bacoli; ai sedicesimi un roboante 5-3 al Pomigliano; agli ottavi 3-1 alla Turris ed ai quarti un netto 4-0 al Nardò. In città non si parla d’altro: Cimmino mette quasi da parte il campionato. Il sogno di tutto l’ambiente è poter alzare la coppa. In semifinale, l’unica gara composta da andata e ritorno, gli abatini pescano una grande decaduta del nostro calcio, la Viterbese. A Viterbo i padroni di casa mettono in seria difficoltà i giallorossi che, alla fine, riescono a strappare un 2-2. Al ritorno non c’è storia: al “Varone” finisce 4-0 per i giallorossi, guidati da un epico Sifonetti, autore di una tripletta. Il Sant’Antonio Abate è in piena zona playout, ma è in finale di coppa Italia di D. E dopo un cammino del genere, non vincere sarebbe un vero peccato. In finale gli abatini incontrano il San Donà Jesolo, si gioca sul neutro di Arezzo. Stavolta è Vitale a vestire i panni dell’eroe e grazie ad una sua doppietta i ragazzi di Cimmino riescono ad alzare la coppa (2-1 finale). Quella vittoria rimarrà negli annali del calcio campano.

Ancora Tu..rris – La coppa è ormai a casa e difficilmente sceglierà di ri-trasferirsi lontano dal sole della Campania. L’anno dopo il Sant’Antonio, è la volta della Turris, alla sua seconda finale. Di fronte, gli uomini di Fabiano si ritrovano un vero squadrone, il Delta Porto Tolle (che arriverà anche in finale scudetto, poi persa con l’Ischia). Quando le campane vedono la coppa, però, ogni qualsivoglia differenza tecnica viene annullata. Cos√¨ Vitale, Gasparini e Salvati griffano le tre reti che sanciscono il 3-1 finale. Finalmente, anche a Torre, è arrivata la coppa.

Non succede, ma se succede… – Quest’anno, l’unica compagine campana ancora in corsa per la vittoria finale è il Pomigliano di Biagio Seno. Squadra pazza ed imprevedibile, la compagine granata fa delle gare da dentro o fuori la sua specialità. Sul loro cammino, De Rosa e compagni hanno abbattuto ostacoli all’apparenza insormontabili come il Savoia schiacciasassi di Feola o l’Akragas (sfida giocatasi in terra agrigentina). Il primo atto della semifinale, in trasferta ad Arezzo, ha visto i granata ancora protagonisti ma prima di poter pensare all’eventuale finale, ci sono ancora 90′ da giocare in quel del “Barassi”. Le similitudini col Sant’Antonio di Cimmino (l’anno scorso a Pomigliano) sembrano eclatanti. La speranza è dare seguito alla puntata odierna di “SfiDe”.

 

A cura di Mirko Panico