Non abbiamo nemmeno iniziato e già si parla di cucchiaio di legno? Certo, è possibile partire con due sconfitte con Galles e Francia, ma non sarebbe un dramma. A dieci giorni dall’esordio al Sei Nazioni di rugby il ct azzurro, Jacques Brunel, allontana gli spettri di un fallimento che, a giudicare dai risultati dei test match (sconfitte con Australia e Argentina e vittoria di misura con le Isole Fiji), non sembrano promettere nulla di buono per l’Italrugby. Che all’esordio sarà chiamato alle due complicate trasferte in casa di Galles e Francia, due brutte sconfitte all’inizio rischierebbero di compromettere il cammino azzurro: Ma ci può stare ‚Äì afferma Brunel ‚Äì poich√© affrontiamo subito la squadra che ha vinto le ultime due edizioni (il Galles, ndr), in uno stadio particolare come quello di Cardiff, e la Francia che si vorrà sicuramente rifare visto che è reduce dal disastro dello scorso anno in cui ha chiuso ultima. Ma noi vogliamo vincere le due partite casalinghe, oltre a voler mostrare un’immagine migliore nelle gare all’estero. All’Olimpico di Roma, l’Italia esordirà contro la Scozia il 22 febbraio, poi sarà la volta dell’Inghilterra il 15 marzo. Nazionale, quest’ultima, che l’Italia non ha mai battuto al Sei Nazioni: Ci teniamo in modo particolare a battere l’Inghilterra ‚Äì conferma il francese ‚Äì che non abbiamo mai battuto e mostrare uno spirito e un carattere forte anche all’estero. Nei test match di novembre abbiamo mostrato diverse lacune, soprattutto in difesa, quindi abbiamo lavorato per risolvere i problemi e speriamo di tornare ad esprimerci ai livelli già toccati in passato. Vogliamo mostrare in campo lo spirito della nostra nazionale, abbiamo l’ambizione di ottenere i risultati. Parole che rimbombano all’interno del Palazzo H, dove al Salone d’Onore del Coni oggi ha avuto luogo la presentazione del prossimo Sei Nazioni. Insomma, l’Inghilterra nel mirino, anche del presidente della Fir, Alfredo Gavazzi, che sottolinea: Oltre a voler giocare bene vogliamo anche vincere, perch√© la nostra immagine passa anche per il Sei nazioni. Fa parte del nostro Dna. Timore del cucchiaio di legno? Certo, l’avvio è abbastanza pesante ma ogni partita fa storia a s√©. Lo scorso anno a Londra, per esempio, contro la corazzata Inghilterra, moralmente abbiamo vinto, anche se ce l’hanno rubata (18-11 il finale per gli inglesi, ndr). Non i giocatori, ma chi ha arbitrato l’incontro. Potevamo serenamente vincere. Per cosa firmerei? A tutti piace vincere e firmerei per cinque vittorie. Un inizio in salita per l’Italrugby, anche perch√© gli infortuni non sono pochi: Ma non penso che ci condizioneranno ‚Äì sottolinea Mirco Bergamasco ‚Äì c‚Äòè un bel bacino di giocatori. Sicuramente mancheranno giocatori che possono fare la differenza, ma ci sono a disposizione anche tanti giovani e ognuno avrà la sua possibilità. Questa squadra ha un sacco di abilità, volontà e voglia. Lo ha già dimostrato in passato e lo farà anche in questo Sei Nazioni. Nella giornata odierna, il saluto in apertura del presidente del Coni, Giovanni Malagò: il rugby è un mondo a cui sono sempre stato molto vicino, ho tantissimi amici, nessuno come il rugby può coniugare i valori con il sociale. Da presidente del Coni, a prescindere da Italia-Scozia e Inghilterra, tutte le partite del mondo mi troveranno disponibile a metterci la faccia. Una frase che sembra anche una dichiarazione d’appoggio verso una eventuale candidatura dell’Italia a ospitare i mondiali del 2023. Nella giornata odierna, presentata anche la seconda maglia della Nazionale, bianca con le tre strisce dello sponsor tecnico, Adidas, verdi con una larga banda rossa sulle spalle. Sei Nazioni che per la prima volta verrà trasmesso in diretta esclusiva in chiaro su D-Max, al canale 52 del digitale terrestre. Per l’occasione, si evidenzia la partecipazione del celebre Chef Rubio, che nelle gare in casa organizzerà speciali pic-nic con i tifosi, mentre nelle gare in trasferta commenterà le gare dell’Italia dallo studio.
(ITALPRESS).




