Da sempre l’Italia è una delle passerelle preferite dai calciatori argentini. Per il belpaese è passata gente come Sivori, Passerella, Maradona prima, Batistuta, Crespo, Higuin dopo. Non solo nomi famosi, ma, a quanto pare, l’Italia accoglie anche molti calciatori sudamericani meno conosciuti, ma che, come i loro connazionali più celebru, hanno deciso di stabilirsi nella penisola. Tra questi c’è Horacio Gasparini, classe 1980, difensore del Francavilla Calcio.
L’argentino esordisce a 20 anni in Primera Division (Serie A argentina) con il Rosario Central. Dopo due anni si trasferisce in Italia, dove nella stagione 2003/2004 è ingaggiato dal Truentina Castel Di Lama, in Serie D. L’anno seguente si trasferisce a Cosenza collezionando, sempre nella massima serie dilettantistica, 29 presenze ed 1 rete.
Nel 2005 torna in Argentina, al Douglas Haig, ma il ritorno del figliol prodigo dura solo una stagione, in quanto, l’anno seguente, torna in Italia, prima al Petacciato e poi nuovamente al Cosenza. Nella stagione 2007/08 comincia l’avventura campana: prima un anno alla Sangiuseppese, poi il Pomigliano nel 2008, seguono due anni a Benevento, nel Forza e Coraggio, seconda squadra sannita, prima di approdare nuovamente a Pomigliano, nel 2011.
Prima del Francavilla, nella stagione 2012/13 Horacio è protagonista con la maglia della Turris, con cui colleziona 20 presenze e 2 reti.
Intervistato in esclusiva da Sportcampania.it, ecco le dichiarazioni del calciatore argentino:
Buongiorno Horacio. Il suo cognome ci fa presagire ad origini italiane.
In effetti si. Sono nato in Argentina, a Pergamino, città situata nel nord della provincia di Buenos Aires, ma i miei bisnonni erano abruzzesi.
A 21 anni può vantare un esordio nella Serie A argentina, con il Rosario Central. Che esperienza è stata?
Ho avuto la fortuna di esordire nella massima serie argentina, nella partita contro l’Estudiante de La Plata. E’ stata un’ emozione unica. Peccato che è durata poco.
Dopo due anni arriva la chiamata dall’Italia.
Si. In quegli anni il mio procuratore era riuscito a trasferire tanti giocatori dall’Argentina all’Italia, ed è arrivato, ad un certo punto, anche il mio momento. Mi sono trovato subito bene. Qui ho messo le radici, infatti mia moglie è italiana. Un giorno però sogniamo di tornare in Argentina.
Dopo alcune esperienze in giro per l’Italia, nel 2008 arriva il Pomigliano. Con la squadra campana due stagioni, nel 2008, appunto, e nel 2011, quando torna dopo l’esperienza a Benevento. In totale, con la maglia granata, può vantare 62 presenze ed 8 reti.
Al Pomigliano sono stati due anni molto positivi. Principalmente ricordo il primo anno, e sono particolarmente legato ad una partita: quel 6-2 in trasferta sul campo della Nocerina, in cui segnai anche una doppietta, è indimenticabile. Per quel che riguarda la città di Pomigliano, ho un bellissimo ricordo. Anche se ho vissuto principalmente a Brusciano, in due anni che ho giocato l√¨ mi sono trovato particolarmente bene, anche e soprattutto con la famiglia Romano, proprietaria della squadra, di cui mantengo un ottimo ricordo.
L’anno scorso, prima di approdare al Francavilla, una stagione alla Turris. Che ricordo ha, invece, di questa esperienza?
E’ stata una stagione positiva dal punto di vista dei risultati, grazie soprattutto alla vittoria della Coppa Italia, ma non particolarmente esaltante dal punto di vista personale, a causa dei continui infortuni che mi hanno impedito di potere dare il massimo per la maglia della Turris, alla quale, comunque, resto particolarmente legato.
Dopo sei anni in Campania, da quest’anno è al servizio del Francavilla Calcio. Quali sono gli obiettivi stagionale della squadra abruzzese?
Innanzitutto puntiamo a mantenere la categoria, poi se dovessimo arrivare nelle zone alte della classifica non ci faremo certo cogliere impreparati, cerchiamo di guardare partita per partita. Non siamo partiti benissimo, ma negli ultimi tempi le cose si stanno evolvendo al meglio, grazie a 4 vittorie consecutive. Domenica ci aspetta una partita durissima, sul campo del Brindisi. Cerchiamo di mantenere questo atteggiamento e raggiungere al più presto la salvezza, per poterci, poi, concentrarci su qualcosa di più importante.
Quali sono le tue intenzioni una volta terminata la carriera da giocatore.
Per il momento la mia idea e quella di tornare in Argentina con la mia famiglia. Sono anni che sono lontano da casa e mi piacerebbe poterci tornare. E’ anche vero però che da qui a quando smetterò di giocare può succedere di tutto, quindi non escludo neppure un futuro nel mondo del calcio. Chissà‚Ķ
Fabio Sposito



