ESCLUSIVA. Angri. Mister Di Nola: “Vogliamo il primo posto”

Cinque vittorie nelle ultime cinque partite. Questo il ruolino di marcia dell’U.S. Angri da quando sulla panchina è tornato a sedersi una vecchia conoscenza, già tecnico del cavallino rampante nella stagione 2006/07, quando portò i grigiorossi alla semifinale playoff. In esclusiva per i suoi lettori, la redazione di SportCampania ha contattato mister Mario Di Nola, principale artefice della rinascita angrese, che in queste cinque giornate ha riportato in alto la squadra del presidente Giugliano fino al secondo posto, ad una sola lunghezza dalla capolista Scafatese.

Dopo sette anni è tornato alla guida dell’Angri. Quali sono i motivi principali che l’hanno convinta ad accettare la proposta della società?
Sono molto legato alla piazza di Angri, una piazza che stimo molto e che mi stima a sua volta. Qui ho lasciato moltissimi ricordi, su tutti la cavalcata che ci ha portato ad ottenere, nella stagione 2006/2007, il miglior risultato nella storia di questi colori. Si tratta di una società seria, in cui è possibile costruire qualcosa di veramente importante.

Che ambiente ha ritrovato ad Angri?
Rispetto alla passata esperienza ho trovato un ambiente abbastanza demoralizzato per le varie vicissitudini subite; in molti si erano quasi disaffezionati a questi colori. La piazza, però, è una piazza calda, che tiene molto alla propria squadra. Sapevamo che con i risultati avremmo riportato l’entusiasmo, e cos√¨ è stato. Quando andai via da Angri, all’ultima partita nei play-off col Savoia, c’erano cinquemila tifosi sugli spalti‚Ķ speriamo di poter riportare l’entusiasmo che c’era allora, significherebbe che sono arrivati anche i risultati”.

Da quando è tornato alla guida dell’Angri ha ottenuto 5 vittorie in altrettante partite. Un impatto devastante sulla squadra e sul campionato.
Si. Siamo ad un punto dalla Scafatese, prima in classifica. Non dobbiamo, però, pensare di essere già arrivati al capolinea, perch√© il nostro obbiettivo è quello di raggiungere il primo posto e di mantenerlo fino al termine del campionato. Il nostro è una organico costruito per vincere tutte le partite, quindi, quanto fatto fino ad ora, non è nulla di straordinario; stiamo solo rispettando ciò che è nelle potenzialità di questa squadra.

Le elenco le 5 vittorie consecutive: Sant’Agnello, Sarnese, Mariglianese, Sant’Antonio Abate e infine Poseidon. Quale è stata, per voi, la partita più difficile?
Sicuramente Sant’Antonio Abate, sia perch√© è un derby ma anche e soprattutto perch√© abbiamo incontrato una buona squadra, che ha probabilmente giocato, contro di noi, la miglior partita dall’inizio del campionato; la palla non ne voleva sapere di entrare, siamo riusciti a vincere solo grazie ad un rigore al 95esimo.

Tra quelle del girone B di questo campionato di Eccellenza, qual è la squadra che teme più di tutti?
Ho sempre sostenuto che siamo noi gli artefici del nostro destino. Siamo gli avversari di noi stessi. Ci sono tante buone squadre, ma penso che la nostra abbia qualcosa in più rispetto alle altre e lo dobbiamo dimostrare soprattutto sul campo. Se continuiamo ad avere la stessa mentalità e determinazione, dimostrate fino ad ora, nella ricerca della vittoria, non dovremmo avere problemi. L’importante è non abbassare la tensione, perch√© altrimenti, se entra in gioco la presunzione, rischiamo di perdere punti importanti per strada.

Tra le tante squadre del suo passato, la più gloriosa è sicuramente la Casertana. Come ricorda la sua esperienza sulla panchina dei rossoblù?
Arrivare ad allenare la Casertana è già di per s√© un enorme successo. Pochi allenatori hanno avuto questo privilegio. Se poi parliamo di numeri vi posso dire che la prima volta che ho lasciato la Casertana, la squadra era distante appena tre punti dalla capolista, nonostante, in quel campionato, fossimo partiti in netto ritardo, con una squadra creata appena in una settimana. Alla seconda esperienza ho ereditato una squadra che era lontana otto punti dalla vetta e l’ho lasciata a soli quattro punti dalla prima. Purtroppo gli allenatori devono avere il tempo e la possibilità di poter lavorare in tranquillità; capisco anche che si tratta di una piazza molto esigente, in cui è difficile riuscire ad avere la tranquillità giusta per potere condurre il proprio lavoro in modo sereno. Come detto, però, al di là di tutto, allenare la Casertana è sempre un esperienza positiva e potrò, un giorno, raccontarlo ai miei figli.

Quest’anno proprio la Casertana, allenata dal tecnico toscano Ugolotti, è impegnata in Lega Pro, Seconda Divisione. Come giudica il campionato dei falchetti fino a questo momento?
In tempi non sospetti, ho affermato che la Casertana sarebbe arrivata prima nel girone B di seconda divisione; al massimo può giocarsi il primato con il Cosenza. Ha un organico importante, probabilmente il migliore di tutta la categoria, ed i risultati mi stanno dando ragione, visto che i rossoblù stanno risalendo pian piano la classifica”.

 

Fabio Sposito