Gelbison-Cavese 2-1. Il derby si tinge di rossoblù, vallesi consolidano il primato

IL TABELLINO

Marcatori: Gagliardi 28′ pt, VIscomi 40′ st, Uliano, 45′ st

Gelbison (3-5-2): D’Agostino, Cardore, Gonzalez, Uliano, La Gamba, Onda, Barbetta (22ì st Pinto), Fois (4′ st D’Angelo), Gagliardi, Corado, Oggiano (22′ st Conti). All: Esposito.

Cavese (4-3-3): Anatrella, De Caro (1′ st Bacio Terracino), Viscomi, Potenza (7′ st  Zielski), Fissore, Corigliano, Romizi, Palma (31′ st  Kasteris), D’Amore, Allegretti, Diaz. All: Ferazzoli.

Recupero; 1′ pt, 7′ st

La Gelbison vince meritatamente il derby con la Cavese che la consolida a regina del girone I della serie D.

La squadra di Cava de’ Tirreni mai in partita se non per un breve tratto dei primi quarantacinque minuti fa soltanto tanta ammuina e poco altro. Riesce anche a pareggiare in maniera abbastanza rocambolesca la partita sul finire del secondo tempo ma dopo pochissimi miniuti viene sopravanzata da una Gelbison mai paga che dimostra la capacità del tecnico Esposito nell’esser riuscito a costruire un gioiello di squadra. Gruppo coeso, reparti stretti e affiatati, a Vallo della Lucania, i locali mettono in campo trame di gioco in profondità avvincenti. Nel primo tempo il risultato poteva essere molto più rotondo se non ci fosse stato l’operoso e bravo estremo difensore Anatrella. Il clima calcistico genuino e sereno, tutti ingredienti che consolidano la squadra rossoblù in testa al girone. Per la Cavese è tempo di serrare le fila e decidere cosa fare da grandi. Il tecnico nonostante il tempo avuto a disposizione non ha fornito un tangibile valore aggiunto al gruppo. Anche il lavoro del direttore sportivo ha denotato lacune evidenti in alcuni ruoli soprattutto nella scelta di under nei ruoli chiave che hanno costretto il tecnico a cambiare modulo di gioco nel corso di quest’avvio di stagione. Anche la scelta di diversi over di non brillante qualità si è rivelata poco felice. La società dal canto suo latita, non si ascolta una dichiarazione della dirigenza dalla presentazione della stagione in corso e i risultati dimostrano che al momento non si è trovata la formula magica per creare il giusto mix di gioco e risultati. Il blasone e il nome Cavese non consentirà forse smobilitazioni di uomini e risorse economiche ma verosimilmente, tranne inaspettati colpi di coda, neanche rilanci utili a raggiungere migliori livelli di competitività e valore tecnico tattico. Si attendono gli sviluppi della pessima situazione venutasi a creare dopo la sconfitta odierna, anche se il malumore già da diverse gare era nell’aria. Quest’oggi eloquente la cacciata dei calciatori dal settore dei 500 aficionados biancoblù che a fine gara erano andati ad applaudire i loro sostenitori.

ANDREA LIGUORI