Gianluigi: un nome trionfante per i pali dell’Italia

Gianluigi Buffon nel 2006, Gianluigi Donnarumma nel 2021; sono passati 15 anni fatti di (pochi) alti e (tanti) bassi, ma l’Italia ha sempre avuto una sola certezza: il suo numero 1. Il portiere nativo di Castellammare di Stabia ha ricevuto tante critiche nelle ultime settimane a causa del suo trasferimento al Psg, ma la forza, il talento e la fame di vittoria di questo “ragazzino” hanno avuto la capacità di far dimenticare tutto.

“Da Gigi a Gigio cambia poco”, queste le parole del capitano della Nazionale, Giorgio Chiellini, sinonimo della sicurezza che infonde ai suoi compagni quel gigante di un metro e 96 centimetri. Buffon nel 2006 non aveva parato nessun rigore contro la Francia, ma si era superato in più di un’occasione su Zidane e compagni; Donnarumma, invece, non è stato praticamente mai impensierito, ma sui tiri dagli 11 metri ha dimostrato ancora una volta di essere il “nostro portiere del futuro”.

Ebbene sì, il classe 99′ ha dimostrato di non avere paura, di essere un punto fermo di questa Nazionale, nonostante la giovane età. Il premio di “Miglior giocatore dell’Europeo” se l’è guadagnato a suon di parate che hanno permesso agli azzurri di salire sul tetto d’Europa, ed ora per il neo-portiere del Psg è arrivato il momento di non essere più additato come il portiere “del futuro”, ma del “presente”. Tiri dagli 11 metri che hanno sempre fatto parte della carriera di Gigio, carriera che era sbocciata proprio su dei calci di rigore, quando nel lontano 2015 neutralizzò un penalty di un certo Toni Kroos.