Questo non ĆØ un arrivederci, ma un addio. A margine di una sofferto e travagliato periodo di riflessione, cominciato in pratica subito dopo la conquista dell’ennesimo tricolore con la “sua squadra”, la Jomi Salerno, Valentina Landri dice basta. “Il fisico ā argomenta con un pizzico di emozione ā non mi dĆ più segnali positivi e questa volta non posso che assecondarlo”. Si, perchĆ© giĆ in altre occasioni, in altri momenti, il fisico di Valentina aveva lanciato segnali negativi…”Ma la testa si era sempre opposta e, nonostante tutto, ero andata avanti fidandomi delle mie sensazioni personali. Questa volta ā ribadisce ā non posso far finta di nulla, infischiarmene ed andare avanti. La pallamano ĆØ stata la mia vita, ma ĆØ tempo di immaginare un percorso diverso”. Nello scorso mese di aprile, dopo un lungo stop legato a problemi cardiaci, refuso del terribile cancro alla tiroide che giovanissima l’aveva costretta ad un primo e prolungato periodo di inattivitĆ , la “guerriera” Valentina Landri era ritornata sul campo dopo aver brillantemente superato severi test fisici e medici. Sembrava l’inizio di una nuova vita pallamanistica, ma non ĆØ stato cosƬ. “Per questo ho deciso di chiudere definitivamente con l’attivitĆ agonistica. Non mi andava di vivacchiare o ritagliarmi ruoli marginali. Queste sono pratiche che non mi appartengono”. D’altronde dopo aver collezionato titoli su titoli con la Jomi Salerno ed essere stata per almeno 10 anni una colonna della Nazionale Azzurra, era impensabile che Valentina Landri potesse accontentarsi di un ruolo di secondo piano. “Ringrazio tutti quelli che hanno creduto nelle mie capacitĆ , chi ha investito tempo e risorse su di me, i tecnici che ho avuto la fortuna di incontrare, tutte le mie splendide compagne di squadre alle quali sarò per sempre legato, i tifosi ma anche gli avversari di cui ho avuto sempre massimo rispetto. E’ stata una splendida avventura quella della pallamano, ho inseguito e raggiunto i miei obiettivi, ho fatto tutto quello che immaginavo da bambina quando per la prima volta maneggiai un pallone da pallamano. Grazie a tutti”. E grazie a te Guerriera che ha sempre difeso con onore i colori della maglia di Salerno.




