Mondiali Atletica. Schembri in finale del triplo: “Voglio i 17 metri”

“Questo risultato non e’ inaspettato per me, ho lavorato bene e mi sentivo in condizione. Agli Assoluti di Milano dove avevo saltato 16,98, ho capito di poter esprimermi al meglio. Finalmente al mio terzo Mondiale ho superato il muro dei 12, anche se non non mi ritengo un talento come Taylor, Doanto e Greco”. Lo ha detto Fabrizio Schembri, l’unico dei tre triplisti azzurri ad uscire con la qualificazione in tasca ai Mondiali di Atletica di Mosca. “Questa pedana mi piace molto. Non ho avuto possibilita’ di fare un terzo salto altrimenti penso che avrei raggiunto i 17 metri. Mi dispiace molto per Daniele Greco, l’ho abbracciato e ho avuto per lui un gesto di affetto. Lui e Fabrizio Donato sono ottimi atleti e ottime persone. Per la finale ho un duplice obiettivo: entrare negli 8 e saltare 17 metri. Diciamo che la parte difficile e’ finita, ora arriva quella divertente”, aggiunte il carabiniere lombardo.

Delusione, invece, per Daniele Greco uscito zoppicando dallo Stadio Luzhniki con una sacca di ghiaccio stretta alla coscia. A Mosca il campione europeo indoor (capolista mondiale al coperto con 17,70) se ne va pieno di rabbia e delusione. “E’ successo quello che non ti aspetti. Abbiamo fatto una preparazione impeccabile, e’ arrivata questa fitta che ha rovinato tutto. Ormai il riscaldamento era completato -spiega Greco-, stavo bene, ho fatto tutto quello che si fa di solito nell’approccio alla gara: ho messo le chiodate e ho fatto qualche allungo. Alla prima rincorsa con le chiodate sono andato a staccare, tra l’altro sono caduto sul piede dell’hop e poi, come ho appoggiato il piede destro a terra, e’ partita questa fitta. Ho sentito come una scarica e la dolorosa sensazione di un nodo che si scioglie al bicipite femorale destro. In quel momento ho pensato che fosse finito tutto, prima ancora di cominciare. Adesso pero’ mi fa malissimo!”. (Adnkronos)