Esperienza e dedizione, oltre ad essere un volto storico del calcio nostrano, quella di Cipriano Coppola, che nel mondo del dilettantismo ha fatto tanto, del resto il suo curriculum parla da se, Caprese, Vico Equense, Libertas Stabia, per citarne alcune. Il dirigente stabiese, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del quotidiano Metropolis, in cui si toccano gli argomenti della nostra attualità, quelli relativi all’epidemia, poi diventata pandemia, del Coronavirus (Coppola è anche un’operatore sanitario, ndr) e delle domeniche senza calcio.
“Una domenica senza calcio? Questa è una situazione imbarazzante, ma che questa volta non ci pesa” – Afferma il dirigente sportivo, per poi continuare ad esprimere il suo pensiero – “I professionisti si sono fermati, ci sono stati dei contagi, inutile negarlo. Anche operatori sanitari sono stati contagiati e lavorando nel settore so che significa, spero che lo scoppio di questa epidemia al sud sia contenuta e non arrivi ai livelli del nord. Quindi, ritornando al calcio, bene che non si giochi, si è fermata la Serie A, ben venga lo stop per i dilettanti. Il calcio non è una droga e non deve esserlo, avremo più tempo per noi” – Si passa poi a parle dell’aspetto personale e delle sue esperienze in ambito calcistico – “Da calciatore sono stato lungimirante. Quando ero ragazzo volevo fare il portiere, ma ho subito capito che non potevo giocare. Ho sempre collaborato con tanti settori giovanili, ricoprendo diversi ruoli. Da dirigente ho diversi ricordi belli, Libertas Stabia, Vico Equense e Caprese, quando il livello era migliore di quello attuale. Proprio con la Libertas feci una scelta di vita, facendo calcio a modo mio, senza badare al lato economico, rimettendoci anche. L’aspetto che più mi inorgoglisce è che, diversamente da altri, in questo mondo pallonaro io ho la faccia pulita, ho sempre svolto il mio lavoro in modo trasparente, in ogni piazza in cui sono stato” – Un piccolo escursus di carriera per poi ritornare sull’argomento Coronavirus – “Sono preoccupatissimo per le nostre strutture. Mi spiego, se continua a dilagare questa pandemia e quindi l’aumentare dell’emergenza, non so come potranno fare le nostre strutture. Al nord sono al collasso, nonostante siano rinomati per la buona sanità, mentre al sud non siamo così all’avanguardia parlando di strutture. Lo stare chiusi in casa sta avendo i suoi effetti, anche se qualcuno non rispetta del direttive dateci. Ahimè, bisogna combattere anche con l’ignoranza” – Coppola, senza peli sulla lingua, parla dell’aspetto economico delle società dopo il Covid-19 – “Sarà una manna piovuta dal cielo per certi dirigenti che non vogliono pagare” – Mentre sulla ripresa dei campionato ha qualche perplessità – “Nutro dei forti dubbi. Non credo che ci sarà facilmente la ripresa ad aprile, ma nemmeno a maggio. In Serie A sono controllati tutti i giorni e pure ci sono stati casi nella Juventus, nella Fiorentina e nella Sampdoria. I tempi saranno lunghi, ho dei dubbi anche sui dilettanti, per me potrebbe anche finire qui la stagione. Se Afragolese e Santa Maria fossero promosse direttamente non ci sarebbero comunque danni. Qui non ci sono interessi economici di terzi, come avviene nei professionisti, li hanno pressioni diverse. Il calcio è comunque uno sport che muove le masse, quindi l’attenzione deve restare altissima” – La chiosa dell’ex Gragnano – “Intendo lanciare un messaggio di serenità al tutto il mondo calcistico e non, questo è quello che manca in questo momento. La felicità”.




