Domenica prossima, il 7 aprile, il Città di Gragnano compirà 80 anni. Tra gioie e dolori, apparizioni e sparizioni, fallimenti e record arriva un traguardo importante, un anniversario in una stagione complicata, ma che potrebbe battere un altro record di permanenza della squadra nella Serie D.
“Sin da piccolo ho sempre tifato Gragnano -racconta ai nostri microfoni Savino Martone– andavo con i miei amici in giro per i campi a vedere questa squadra. Ho visto campi in erba, campi in terra battuta solo per tifare la squadra della mia città. Ricordo che una volta, quando giocavo a Campobasso, mi presi una giornata di permesso da l√¨ per andare a vedere la finale nazionale di play-off. Si giocava a Rende, ma c’era da battere il Castrovillari. Al seguito tantissimi tifosi, ma quella fu una giornata non particolarmente felice perchè perdemmo”.
Il Gragnano Calcio non ha mai avuto una vita semplice dalla sua nascita, causa gli stessi problemi di attaccamento alla maglia che sta riscontrando l’attua società: “C’è da dire che ci sono sempre stati dei problemi con l’imprenditoria locale. Gli imprenditori non capiscono che noi portiamo avanti il nome della città, che la squadra è della città, non mia, o di mio padre. Gragnano, come città, la conoscono tutti, siamo conosciuti per la pasta, il pane, il vino. Un aiuto da parte loro andrebbe solo ad avvantaggiare la città -ammette il capitano- Ci spiace non vedere i tifosi che ci sostengono o seguono in massa. Non diciamo queste cose per fare polemica, assolutamente, ma solo per il bene della squadra, della città e dell’immagine della città nello sport. Noi adesso abbiamo sigillato un record -racconta Martone- Perchè il Gragnano ha sempre avuto vita difficile: ogni volta che vinceva il campionato di Eccellenza o restava in Serie D una stagione o falliva. O mancavano gli imprenditori, o mancava lo stadio”.
Nel 2013 il Gragnano torna alla luce dopo circa 10 anni di assenza dalla realtà calcistica. Si riparte dalla Prima Categoria e Savino Martone arriva a dicembre come caposaldo della nuova compagnia gialloblù: “Sono arrivato che ero reduce da un infortunio. Questo è il mio sesto anno a Gragnano, quell’anno vincemmo il campionato, poi l’anno successivo abbiamo fuso la società con la Libertas Stabiae e ci iscrivemmo all’Eccellenza. Vincemmo e fu un’annata fenomenale. Noi eravamo itineranti, fu un miracolo sportivo. Non avevamo lo stadio -ricorda il numero due dei pastai- abbiamo giocato ovunque, ma senza i tifosi o quasi. C’era lo zoccolo duro, ma dieci anni senza calcio ha spento la passione che c’era prima. Non ci aspettavamo di vincere perchè c’erano delle corazzate come il Sorrento o la Cavese. Fu uno dei momenti più belli della mia esperienza a Gragnano, la festa, c’era tantissima gente. Un altro momento indimenticabile è stata la festa dello scorso anno, quella dopo la salvezza che ci ha fatto siglare questo nuovo record”.
Ai momenti belli si oppongono, però, anche quelli brutti, inevitabilmente: “Quando l’anno scorso abbiamo strappato il titolo dalle mani di Carmine Franco. E’ stato un periodo terribile, abbiamo fatto l’iscrizione proprio all’ultimo giorno e fino a quel momento abbiamo vissuto con la paura che il titolo potesse andare via. Ci siamo salvati per un soffio. Comunque spero che con il passare del tempo la tifoseria possa avvicinarsi nuovamente come una volta. Ribadisco il Gragnano è della città e l’imprenditoria deve capirlo”.
Per chiudere Martone ne approfitta per un appello alla tifoseria: “Questo per noi è un periodo molto delicato. Spero che almeno domenica la squadra possa essere seguita e appoggiata da tutti i tifosi del Gragnano”.
Cristina Mariano




