Avellino. Chiacchio e gli assi nella manica

Quando parlava di spiragli, l’avvocato Chiacchio non stava di certo buttando fumo negli occhi. Infatti secondo quanto si evince dall’istanza di ricorso complicata, il legale degli irpini ha diversi assi nella manica.

Eduardo Chiacchio si batterà su due punti. Il primo, quello prioritario è di far accettare come valida la prima polizza fideiussoria, cioè quella del broker rumeno Onix. Su questo punto il legale porterà a carico l’indice di solvibilità sul quale si è basato lo stesso Walter Taccone, affidandosi quindi alla normativa europea. Una linea difensiva sulla quale il difensore poterà anche un precedente, cioè il caso Rende.

In secondo luogo l’avvocato partenopeo si poggerà sull’esistenza di un errore procedurale. Infatti, secondo quanto riportato dai colleghi di SportChannel 214, se da un lato gli irpini hanno inviato con quindici minuti di ritardo la polizza della Finworld, dall’altra, la COVISOC avrebbe mandato dopo le 21:00 l’avviso di inammissibilità della fideiussione. Situazione questa chiaramente acclarata dalla richiesta di Chiacchio (in subordine, di annullare la delibera impugnata e, alla luce dell’acclarata tardività della contestazione della Co.Vi.Soc. del 12 luglio 2018, rimettere gli atti allo stesso Organo di Vigilanza per la rinnovazione e/o riformulazione dell’atto medesimo; ndr).

In caso di esito positivo sull’idoneità della Onix l’Avellino sarebbe ammesso al campionato scongiurando anche la penalizzazione.

Con la pubblicazione dell’istanza sul sito ufficiale del CONI, è scattata la procedura d’urgenza. In questo modo l’Avellino potrebbe ricevere la sentenza in tempi molto stretti. Massimo entro mercoled√¨ la FIGC si costituirà in giudizio, mentre già domani potrebbe essere fissata la data del processo.

L’opzione quindi sarebbe quella di un primo ripescaggio, con sole due squadre riammesse al campionato al posto di Bari e Cesena, in attesa della sentenza. In caso, però, di mancata riammissione l’Avellino chiederà il blocco dei campionati e ricorrerà al TAR e al Consiglio di Stato.

Resta comunque concreta la possibilità di avere una Serie B a 23 squadre.

Cristina Mariano