Agropoli 1921. La verità di Olivieri: “Abbiamo fatto un’impresa”

L’Agropoli volta pagina, gira le spalle e se ne va, dopo un finale di stagione quasi da incorniciare. Un’annata particolare per i delfini, che dopo la retrocessione dello scorso anno, potrebbe a giorni ritrovare la Serie D dalla terza porta, quella dello spareggio.

Metà stagione da capolista, poi il tracollo nelle ultime giornate di gestione Ciro De Cesare e il ribaltone. Otto punti di svantaggio su un Sorrento che non sembrava volersi arrendere. Dopo il pareggio contro l’Audax Cervinara e la rivoluzione tecnica con l’approdo di Massimiliano Olivieri, l’Agropoli ha macinato gioco e punti riuscendo a rimontare lo svantaggio riprendendosi la vetta della classifica: “Sul campo il campionato l’abbiamo vinto. Non ci sono se e non ci sono ma -commenta Massimiliano Olivieri ai nostri microfoni- Purtroppo il regolamento ci ha preso per il naso e a causa della penalizzazione e di un gol annullato alla Virtus Avellino ci siamo dovuti giocare uno spareggio. Non siamo neanche stati fortunati perch√© ricordiamo tutti come abbiamo perso, ma quello fa parte del gioco e soprattutto di una finale”.

Massimiliano Olivieri racconta la sua verità, quindi e lo fa proprio ai microfoni della nostra redazione: “Sono arrivato e mi hanno chiesto di raggiungere i play-off. Sembrava quello l’obiettivo dopo il periodo nero. Sono stato sulla panchina azzurra per 14 gare e abbiamo raccolto 4 pareggi, 2 sconfitte e 8 vittorie riuscendo a recuperare gli 8 punti dal Sorrento, di cui in campionato 8 gare, 6 vittorie, 2 pareggi, 13 gol fatti e 8 subiti. Noi il nostro campionato l’abbiamo vinto. Già con il Nola ci davano per spacciati, invece abbiamo fatto una grande partita”.

Capitolo play-off e la sconfitta nella partita ritorno contro il Castrovillari: “Partiamo dal presupposto che noi la nostra qualificazione ce la siamo giocata nella partita di andata, quando hai quattro palle gol, ma metti dentro solo il rigore e quando cerchi di fare il 2-0 prendi l’1-1. Noi abbiamo perso in casa i gli spareggi e la possibilità di andare in Serie D da quella porta. Nel ritorno abbiamo avuto qualche occasione, ma è per lo più stata equilibrata. Poi nel secondo tempo l’espulsione di Maione ci ha tagliato le gambe. Dobbiamo considerare che avevamo fuori Lopetrone e Hutsol, due pilastri del centrocampo e della difesa”.

Una promozione sfumata e unica speranza il ripescaggio. Al termine della stagione in casa Agropoli il dito è stato puntato verso il tecnico, che dal canto suo ribatte: “Noi abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Se loro vogliono pensare o dire che io ho fatto danni, che la colpa sia mia, lo facessero pubblicamente. Io credo di aver fatto qualcosa d’importante, perch√© comunque il nostro obiettivo è stato raggiunto. L’Agropoli comunque ha la possibilità di andare in D tramite il ripescaggio e in questo calcio malato le chance sono davvero alte. Io credo che non sia giusto sminuire quello che è stato fatto, perch√© i ragazzi meritano un plauso e attestati di merito. Abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto. I numeri parlano per me”.

Non riconfermato sulla panchina azzurra, il tecnico chiarisce: “Non ho più sentito nessuno dall’11 giugno, quando li ho chiamati per salutare tutti. Dopo di che il presidente Puglisi si nega e nessuno mi ha detto nulla, neanche di non essere riconfermato. Non credo che sia un comportamento corretto nei miei confronti, che comunque ho lavorato sempre durante la settimana e la domenica in panchina sudando i risultati che sono arrivati. Mi spiace che sia andata cos√¨, anche sotto l’aspetto umano, soprattutto per quello. Finito tutto Olivieri non esiste più, come se io avessi combinato danni”.

Capitolo futuro: “Al momento non ho nessuna proposta, sappiamo nel calcio di questi tempi come vanno le cose. Aspetto la chiamata giusta, indipendentemente dalla regione. Non ho problemi. Io il calcio lo vivo come ai vecchi tempi, ricco di valori e in cui bisogna dimostrare quello che vali, sul campo. Per il calcio è passione, non vivo di questo, però ho un obiettivo: arrivare nel professionismo. Da calciatore non ci sono riuscito, spero di farcela per da allenatore e se non ci riuscirò, pazienza”.

Cristina Mariano