Dopo quanto visto ieri al Ciro Vigorito non ci si può non soffermare a riflettere. Un quarto d’ora circa in cui la Cenerentola della Serie A ha giocato contro la capolista una partita di orgoglio e di forza senza farsi sballottare dalla forza della formazione di Sarri. nel secondo tempo ancora un coraggioso Benevento a cercare di ostacolare gli azzurri giocando una partita propositiva.
Dal 6-0 dell’andata allo 0-2 del ritorno. Il passo è grande. Quanti rimpianti, cara Strega! Tanti, forse troppi.
La questione salvezza si fa sempre più complicata, nonostante Verona e Spal non abbiamo allungato nella giornata di ieri perdendo rispettivamente con Roma e Cagliari. Dieci punti dalla terzultima sono tanti, 13 dalla quartultima lo sono ancor di più.
Un mercato quasi faraonico per il blasone, giocatori interessanti, due colpi, Sandro e Sagna, con il primo a fare la differenza proprio ieri. Giovani interessanti, ma nessuno con il killer instinct. E resta questo il grande errore della società La salvezza non passa dal Napoli, questo si sa, ma è impossibile riuscire a dormire la notte guardando al campionato col senno di poi.
Quanto pesa la presunzione di Vigorito e Di Somma nel voler tenere Baroni fino all’undicesima giornata?! Tanto, troppo. In fondo, come già abbiamo sottolineato, la colpa di quel disastro non era del tecnico, che tanto bene aveva fatto la passata stagione, ma la squadra necessitava di una scossa. La scossa è arrivata con De Zerbi e si sa, un cambio tecnico porta via almeno 4 partite per poter dare i frutti, specie in una condizione disastrosa, psicologicamente parlando, come quella dei giallorossi.
Il cambio tecnico non è il solo tarlo. Ancora sono vivide negli occhi le immagini dell’harakiri di Costa nella partita contro il Sassuolo, quando i giallorossi hanno sfiorato la vittoria prima di regalare un rigore per falla di mano ai neroverdi.
La stessa follia di Belec della scorsa settimana contro il Torino non può essere dimenticata con facilità. Con i se e con i ma non si va avanti, specie con il calcio, è lapalissiano, ma è impossibile non chiedersi dove sarebbe ora il Benevento se il cambio fosse arrivato prima? Dove sarebbe senza le scelte scellerate di alcuni calciatori?
Cristina Mariano




