“Sensazioni Azzurre”. Napoli-Feyenoord e due tesi a confronto

TESI UNO: Il Napoli dal gioco tra i più belli del Continente ieri sera in Champions non è piaciuto, un po’ slegato a volte lento o poco volenteroso, cerco di spiegare con termini poco usuali il pensiero di alcuni tifosi che vorrebbero (come tutti) una squadra sempre a mille. Molti dimenticano che gli azzurri avevano la spada di Damocle di dover a tutti i costi vincere con gli olandesi, senza scoprirsi, senza sub√¨re gol stupidi o ammonizioni pesanti e inutili.

TESI DUE: Altri invece mettono in evidenza la clamorosa assenza di pubblico al tanto atteso debutto casalingo in Europa. Disamore no di certo, inconsciamente però nell’animo del tifoso si cerca sempre di più e a forza di essere paragonati al gioco del Barcellona, o alle sconfitte immeritate con Real o Chelsea e via discorrendo, si dimentica che il Feyenoord resta tra quelle medie uno dei team più blasonati del Continente. Il caro prezzi ha inciso molto o le troppe gare una dietro l’altra, e quando il vecchio San Paolo è semivuoto è brutto, ma brutto davvero, mi ricorda quei vecchi stadi dell’est semivuoti degli anni 70/80, il tempo passa è il tempio azzurro resta là, abbandonato a misere promesse, la dove la squadra e il suo allenatore stanno facendo sforzi immani per attenzionarla a platee importanti, ed è ovvio che più ti esponi più vieni giudicato. Alla fine dei giochi ti accorgi però che i ragazzi hanno rifilato l’ennesimo tris, adescato l’avversario, dato ad esso la possibilità di rimetterla in sesto e poi il colpo di grazia. Stavolta pure Sarri si è arrabbiato col gol inutile e stupido preso a pochi secondi dalla fine. La certezza (e spero di sbagliarmi) e che se quel fosse stato decisivo per le sorti del girone lo avrebbero comunque preso. Ma è tutta qua la differenza palpabile attuale tra le top e il Napoli, bello e ingenuo, ancora poco cazzimmoso. P.S. La copertina a lui, Pepe, non tanto per il rigore parato ma per la sua pacatezza, a volte indolente ma utile come tutti sanno per le sorti dello spogliatoio, basterà?

A Cura di Giuseppe Giannotti