Siamo giunti all’ultima giornata del campionato di Eccellenza Campania. Nel girone B son ormai diverse settimane che si è chiusa la questione promozione e campionato, con la vittoria dell’Ebolitana. Nel girone A, invece, mancano solo 90′ per decretare il vincitore.
A pochi punti di distanza Portici ed Afragolese, con i primi che saranno impegnati nella sfida esterna contro il Neapolis, ormai retrocessa matematicamente. I rossoblu invece dovranno affrontare il San Giorgio, che rischia di non giocare neanche i play-off.
La nostra attenzione però si sofferma su una figura emblematica di questo campionato: Pasquale Borrelli. Il tecnico del Portici è l’artefice dell’unica sconfitta dell’Herculaneum di Gigi Squillante, nella scorsa stagione, quando i granata avevano ormai conquistato la promozione in Serie D.
Pasquale Borrelli e Gigi Squillante: due allenatori strettamente legati da uno speciale rapporto dentro e fuori dal campo. Il tecnico sarnese ha allenato e fortemente voluto Borrelli per 3 stagioni all’Ippogrifo, al San Nicola La Strada ed Galdiator, per poi ritrovarsi avversari, come abbiamo detto, nella scorsa stagione.
Condividono la vittoria della Coppa Italia all’Ippogrifo, ma anche e soprattutto il record di imbattibilità maturato con il Gladiator nel corso della stagione 2012/2013 con 29 risultati utili consecutivi prima di cadere contro il Monospolis il 24 marzo. Unica sconfitta assieme a Francavilla ed Ischia per un totale di 31 risultati utili.
Il 4-3-3, cavallo di battaglia dei due condottieri, la voglia di vincere e di non mollare. Nel suo passato Squillante ha calcato le pagine delle cronache sportive per le sue vittorie e i suoi colpi di testa: un ribelle che ha i risultati dalla sua. I festeggiamenti sui cofani delle macchine, la gestione dalla gara dai pulmini parcheggiati fuori dallo stadio. Un carattere esuberante che ha trasmesso al giovane napoletano che al suo secondo anno di carriera sta scrivendo la storia. Di padre in figlio, di maestro in allievo. Come Giotto e Cimabue. I due stanno facendo la storia del calcio dilettantistico campano. Simili in tutto, dalla tattica alla mentalità, il buon Borrelli ha preso il meglio di Squillante e l’ha reso oro con il suo Portici.
Difensore da giocatore, Borrelli, come lo stesso Squillante, ha l’ossessione per la perfezione nella fase difensiva. Non a caso il suo Portici ha subito solo 24 gol in 29 partite, una media di 0.8 a partita. Una fase offensiva quasi perfetta (82 gol fatti 2.8 a partita, ndr), tanto da portare in doppia cifra quattro giocatori, classificandosi tra le migliori d’Europa: 15 marcature per Manzo, 14 per Murolo e Fava Passaro e 12 per Incoronato. Con questa statistica eguaglia il Napoli di Sarri.
La sua grinta Pasquale Borrelli la trasmette ai suoi ragazzi nel Portici. In questa stagione l’allenatore napoletano ha scontato 2 mesi di squalifica. Le stesse squalifiche che ha scontato anche Squillante.
Modulo e tattica speculare: Squillante dai suoi giocatori è sempre stato considerato maniacale e perfezionista, Borrelli accurato e pignolo. La partita non inizia al fischio dell’arbitro ma il gioved√¨ precedente. Una dettagliata e minuziosa conoscenza dell’avversario. Ogni passo è calcolato, ogni calcio ed ogni cambio. Lo testimonia l’ingresso di un malandato El Ouazni dell’Herculaneum quando l’anno scorso una sua apparizione di venti minuti ha portato un gol ed un assist regalando la vittoria dei granata di Squillante contro il Savoia. Un cambio che nessuno si aspettava: Salvati si infortuna al 35′ del primo e il tecnico sarnese cambia tattica mettendo in campo la terza punta per chiudere la partita.
Numeri differenti: al momento il Portici conta 23 vittorie 4 pareggi e 2 sconfitte. Un ruolino di marcia simile ma non uguale a quanto fatto dal vicino Ercolano con i 30 risultati utili e la sola sconfitta per mano, appunto del Portici. Uno scherzo del destino, o forse un presagio. La corazzata battuta da quella che l’anno successivo sarebbe diventato la corazza per Eccellenza.
“Hanno la stessa ansia -commenta scherzando Tommaso Manzo– Sono pignoli e mantenendo alta la concentrazione in ogni momento della gara”. Ma parlare delle sole similitudini sarebbe riduttivo. Infatti se Squillante viene definito maniacale, Borrelli lo è ancora di più. Attento ad ogni dettaglio anche minimo che possa fare la differenza e non colga di sorpresa la sua squadra.
Incrociando le dita, quindi, il titolo potrebbe spostarsi di pochi chilometri, attraversa una strada e si adagia nell’albo d’oro del Portici, tramandandosi di padre in figlio. Ormai manca poco.
Cristina Mariano



