Aversa Normanna. Si festeggia la salvezza in casa granata, Chianese: “Grande annata”

“La mia vittoria è aver condotto questi ragazzi alla salvezza con due giornate di anticipo, soprattutto visti i vari problemi extra-calcistici che ci hanno condizionato”. Con questo primo pensiero mister Mauro Chianese commenta la stagione della sua Aversa Normanna che con la vittoria di ieri contro il Pomigliano ha chiuso il discorso salvezza con due giornate di anticipo.

A quota 39 punti sorpassata la Sancataldese, reduce dalla sconfitta contro la Sicula Leonzio, l’Aversa Normanna firma la permanenza in Serie D con una rosa di 19 anni in media, la più giovane del girone: “Questa salvezza è figlia di un grande lavoro della società tutta. Abbiamo fatto un po’ fatica ma abbiamo sicuramente valorizzato dei giovani, come già fatto nel corso degli anni. La Serie D e questo girone in particolare aveva quest’anno un livello di difficoltà elevato. Cavese, Turris, Sicula e non solo, sono squadre che si sono attrezzate con giocatori di livello. Io ho schierato molto spesso anche dei classe 2000 e avevo una media di 7/8 under e gli altri erano ragazzi non più under, ma solo per un anno. A dimostrazione di quello che dico c’è anche la classifica dei giovani di valore”. L’Aversa Normanna, infatti, continua a guardare dall’alto in asso tutte le altre squadre del girone nella classifica dei giovani D valore, consolidando il primato acquisito nel corso delle giornate. Una politica dalla linea verde, con pochi investimenti economici e grandi soddisfazioni, anche finanziarie. Infatti vincere il campionato giovani D valore equivale a ricevere 25 mila euro come premio finale.

“Nonostante la giovane età la mia squadra si sono fatti valere -ci tiene a sottolineare Chianese- Due settimane fa abbiamo giocato contro la Sicula, abbiamo perso, ma nonostante questo abbiamo fatto la nostra partita, mettendo in seria difficoltà quella che poche settimane dopo sarebbe stata la vincitrice del campionato”. Media età molto bassa, un buon gioco, tanto carattere e tanta voglia di combattere. Il mix ideale per una squadra che nel corso del campionato ha dovuto fare i conti anche con dei problemi extra-calcistici. Infatti, come abbiamo sottolineato e spiegato grazie all’amministratore Claudio Buono, l’Aversa è da mesi impegnata in una controversia con l’amministrazione per la concessione dello stadio Bisceglia. A questo si aggiunge anche la poca affluenza allo stadio da parte dei cittadini, un problema, anch’esso di vecchia data: “Ci sono stati dei problemi che ci hanno condizionato un poco anche a livello mentale. La squadra rispecchia il mio carattere, essendo io l’allenatore, ma non posso negare che giocare con il dilemma di avere o meno lo stadio non è stato il massimo. Ho cercato di ovattare e proteggere i miei ragazzi da queste questioni, ma purtroppo qualcosa filtra sempre e credo che questo abbia inciso soprattutto nel periodo che è andato da ottobre e dicembre circa. Anche i risultati non sono stati positivi. A questo si è aggiunta la questione tifoseria. I nostri fedelissimi ci hanno aiutato tantissimo, ma il picco massimo è stato di 50 persone. A volte giocavamo in casa eppure sembrava fossimo in trasferta, perchè tutte le squadre ospiti portavano il proprio seguito di tifosi. Avere un sostanzioso pubblico che ti incita sicuramente avrebbe giovato anche perchè come abbiamo detto è una squadra giovane che ha bisogno del sostegno del pubblico proprio perchè si conoscono le difficoltà per questi ragazzi di affermarsi in questo mondo. Quindi ribadisco, per me questo è importantissimo. Io ho vinto tanto con le formazioni giovanili a Lecce e anche ad Aversa, ma quest’anno la mia soddisfazione è enorme nonostante possa sembrare un traguardo non edificante”.

E sul futuro: “Abbiamo attirato l’attenzione di vari addetti ai lavori, uno dei nostri ha partecipato al Torneo delle Regioni, alcuni giocatori sono andati a giocare in squadre di altre categorie, come Franco approdato al Monopoli, altri in squadre più blasonate sempre in Serie D. Adesso, però, aspettiamo di concludere il campionato e poi decideremo con calma“. Conclude poi Chianese: “Vorrei sottolineare che questo traguardo è figlio di una grande programmazione fatta dal Presidente Spezzaferri e degli altri dirigenti, ma anche e soprattutto dal direttore sportivo Michele Orabona bravissimo a trovare dei giovani talentuosi. Un plauso va fatto al mio staff che mi ha aiutato a fare il meglio per questa squadra e soprattutto ai ragazzi, che nonostante tutto hanno sempre dato il massimo”.

Non resta che fare i complimenti a Mauro Chianese e a tutta l’Aversa Normanna per il percorso fatto nonostante le difficoltà extracalcistiche, ma soprattutto per aver intrapreso una strada, quella della politica di valorizzazione dei giovani, che quasi mai viene intrapresa nel calcio italiano.

Cristina Mariano