Sono passate ormai più di ventiquattro ore dal superderby della ventesima giornata del campionato di Prima Categoria tra S.S.C. Gragnano e Santa Maria la Carità.
A mente fredda e lucida si prova ad analizzare i dettagli che hanno caratterizzato un pareggio a reti bianche che, a conti fatti, è più utile al Santa Maria che al Gragnano. Si parte quindi con la scelta di giocare al campo di Sant’Antonio Abate, lo stadio Vigilante Varone, distante qualche chilometro dalla vicina Casola di Napoli, sede di gioco di entrambe le squadre protagoniste in questo raggruppamento. E lo chiediamo direttamente al presidente Minopoli: La società ospitante può decidere a proprio piacimento la sede di gioco, partita dopo partita. A noi ci è stato comunicato qualche ora prima dell’ufficialità per volontà della dirigenza del Santa Maria. Di solito si effettuano questi cambi per impraticabilità del campo oppure per inagibilità o anche per una semplice squalifica. Quanto accaduto domenica è stato abbastanza strano ed inusuale, ma non per questo intendo farne un dramma.
Quello che può sembrare strano potrebbe, però, essere la motivazione della scelta di un campo diverso da quello di Casola di Napoli: Ho sentito dire ‚Äì spiega il presidente Minopoli – che il campo di Casola di Napoli sia inadatto ad ospitare famiglie con bambini al seguito. Dall’inizio del campionato abbiamo una media spettatori che si aggira sulle cinquecento persone, comprese famiglie con bambini e non è mai accaduto nulla che potesse varcare i confini della legalità, della correttezza e del rispetto verso il prossimo. E a tal proposito ci tengo a ringraziare con il cuore i nostri numerosi supporters che sono accorsi al campo di Sant’Antonio Abate, paese storicamente rivale, in senso strettamente sportivo, per sostenere la squadra; e tutto ciò nonostante ci fossero stati tutti i presupposti per dare adito ad esuberanze ed intemperanze di ordine pubblico a causa di alcuni orrori commessi in campo. In primis il rigore con gol annullato. In queste ore sui social networks e su youtube abbiamo approfondito l’argomento‚Äì a tal proposito ecco il link del video incriminato http://www.youtube.com/watch?v=ZiG4aav-QzI -, cercando di trovare anche una sola motivazione che fosse in qualche modo avvicinabile a quelle del direttore di gara, ma con scarsi risultati. Di errori ce ne sono stati, ci sono e ci saranno sempre, anche in serie A, nonostante due assistenti, due guardalinee ed un arbitro a bordo campo. Trovo pertanto inaccettabile che in Prima Categoria ci sia solamente un arbitro a dirigere una gara di campionato. Il livello della competizione ‚Äì prosegue il presidente Minopoli ‚Äì ma i costi di gestione e di mantenimento sono comunque alti. A fronte di investimenti notevoli, siamo più che ben disposti verso la bravura o la forza di una squadra, ma siamo fermamente contrari ed indisposti quando i vincitori vengono definiti da situazioni quantomeno anomale.
La S.S.C. Gragnano, per bocca dal suo presidente, infine, lancia un appello al futuro sindaco della città, che verrà eletto fra qualche mese: Noi continueremo a credere e costruire qualcosa di importante finalizzato allo sviluppo del nostro progetto a lungo termine, sperando però che i politici che siederanno sulle poltrone importanti di Gragnano abbiano, nei loro programmi elettorali, un posto per noi e per quella che dovrà essere la nostra casa, il San Michele, affinchè si riporti a tutti gli effetti il calcio a Gragnano.
Marco De Rosa
Responsabile Ufficio Stampa S.S.C. Gragnano




