Napoli-Sassuolo 1-1. In rimonta azzurri perdono due punti, Defrel risponde ad Insigne

Altra partita buttata alle ortiche, altra occasione persa, il Napoli oltre ad aver perso Milik ha perso anche il cinismo e l’opportunismo. Un 1 a 1 che fa piacere solo ad un malandato Sassuolo, mai domo al San Paolo davanti ad un Napoli quasi spento.

Spesso e volentieri si è accostata questa squadra alla mitologica araba fenice che risorgeva sempre dalle sue ceneri, al momento sembra però, che la fiamma azzurra si stia spegnendo. Se si volesse fare l’elenco delle componenti che stanno portando a questo non si troverebbe un accordo, perchè evidentemente le componenti sono diverse.

L’assenza del polacco infortunatosi ad inizio campionato nella sosta per le nazionali non è di certo un aspetto da sottovalutare ma l’alibi Milik è finito da un bel pezzo. Se da un lato manca veramente la pesantezza di una prima punta vera e propria, perchè Gabbiadini non lo è, dall’altro non ci si può mettere l paraocchi e puntare il dito solo contro chi non ha voluto andare sul mercato degli svincolati.

Ancora una volta con il Sassuolo è emersa la mancanza di alternativa al gioco, non di uomini, ma di vero e proprio gioco. Il Napoli sbatte contro le muraglie avversarie, nella fattispecie quella nero-verde degli uomini di Eusebio Di Francesco che fa di necessità virtù. Gli undici emiliani hanno sempre creato problemi agli azzurri fin dal loro arrivo in massima serie e questa volta non sono stati da meno. Leziosità offensiva, pigrizia e prevedibilità hanno fatto il resto.

L’allenatore non vuole smuoversi dal proprio credo calcistico e ancora si deve capire se è paura o fiducia incondizionata verso i suoi ideali. Ma se il giudice ultimo è il campo, allora la ragione non è dalla sua. Una vittoria nelle ultime quattro. considerando la Champions League. Dopo la vittoria contro l’Empoli, sulla carta compitino facile per gli azzurri, poco arrosto e tanto fumo.

Non ci si può più giustificare dicendo che Milik, perno dell’attacco, è assente, anche perchè se da un lato il reparto offensivo non produce, dietro spesso e volentieri la concentrazione viene persa. A confermarlo c’è proprio il gol di Defrel. Il giocatore con una botta imparabile porta i suoi sul pareggio, ma l’amnesia difensiva nel marcatore l’ex Cesena non deve essere dimenticata.

Forcing finale, Giaccherini in campo, Insigne torna al gol. Una squadra come il Napoli, se vuole essere etichettata come una big, non può cercare di partita in partita il “salvatore della patria”. Gli azzurri devono crescere sotto questo aspetto, il Napoli è una macchina da gol, non inceppata, ma troppo conosciuto.

Giovanna Criscuolo