Napoli Femminile. Il Presidente Guarino e la denuncia: “Vogliamo chiarezza sul Collana”

Inserito da il 25 aprile, 2018 alle ore 12:48 pm

Ennesima denuncia da parte di dirigenti di società sportive nei confronti delle istituzioni partenopee per l’interesse manifestato e per il lavoro (non) svolto sugli impianti sportivi. La situazione sotto i riflettori ad oggi è quella dello Stadio Arturo Collana, sito al Vomero. Una struttura storica che dopo aver visto nascere e crescere il primo Napoli è stato utilizzato dalle altre società sportive locali, non solo calcio maschile, ma anche quello femminile, rugby e football americano. Non solo perchè nell’impianto è presente anche una piscina. Un impianto utilizzato fino a due anni fa poi la chiusura: “In altre piazze sarebbe uno stadio utilizzato per la Serie B”, denuncia il presidente della Napoli Femminile Riccardo Guarino, da cui parte una vera e propria richiesta di chiarimento sul Collana e non solo.

Il numero uno della società femminile partenopea si è soffermato, in esclusiva per la nostra redazione a spiegare la situazione dello storico impianto del Vomero: “Trovo che sia assurdo che esista una situazione del genere nei confronti non solo del Collana, ma anche di tutti gli impianti sportivi di proprietà del Comune. Volendomi, ora, soffermare però su quell’impianto vi dico che è una situazione si protrae da diversi anni. In una prima fase, dopo la decisione della Regione di imbandire una gara per l’assegnazione della gestione del Collana a privati, ma comunque a disposizione di pubblico utilizzo, il Comune si è messo di traverso, facendo ostruzionismo in questa prima fase di assegnazione, facendo un ricorso che ha rallentato l’inter per oltre un anno. La Regione Campania ha fatto, poi, ostruzionismo dopo l’assegnazione del bando alla Giano, società privata che attualmente detiene la gestione del campo, facendo ricorsi su ricorsi, quindi ritardando ulteriormente l’assegnazione e anche la messa in opera dei lavori necessari a renderlo nuovamente utilizzabile. Ora, dopo l’impugnazione, si sta ancora aspettando, cosa esattamente non lo so, per dare le chiavi in mano alla Giano e quindi per permettere che si inizino i lavori. Da due anni lo stadio è chiuso non permettendo non solo a noi società, ma anche ai cittadini, l’utilizzo dell’impianto. Sottolineo però una cosa. Tutto ciò è responsabilità del Comune di Napoli, perchè non ha permesso che la Regione, reale proprietaria dell’impianto, decidesse come meglio credeva per la gestione. Con questo non voglio discolpare la Regione, che ha anch’essa il 50% delle responsabilità, in un continuo botta e risposta e scarica barile che va a danneggiare solo i cittadini. E’ una situazione che va avanti da un decennio, ora con l’abbandono e la chiusura lo stato di degrado è totalmente degenerato. Il Vomero è una delle zone più importanti di Napoli, per residenzialità, per commercio, è impossibile vedere una situazione del genere”.

Volendo, però, allargare la situazione a tutti gli impianti: “Purtroppo bisogna dire la verità, perchè tutte le proprietà del Comune di Napoli si trovato nella stessa situazione. A partire dal San Paolo, ma anche la piscina Scandone, i Caduti di Brema, il campo della Sanità completamente abbandonato e l’elenco continua. La colpa di tutto questo è dell’Assessorato allo Sport.. Tornando proprio al Collana, negli anni precedenti, quando era il Comune il responsabile della gestione, non si è mai speso un euro. Infatti -spiega- oltre al canone di affitto le società dovevano pagare di tasca loro ogni intervento di ordinaria manutenzione, necessaria ad utilizzare il campo.  Se bisogna trattare in questo modo allora è meglio che chiuda. L’unica diversità tra il Collana, o gli altri impianti, e il San Paolo sta solo nel fatto che c’è De Laurenttis obbligato ad avere uno stadio idoneo per disputare determinati campionati o comunque competizioni, altrimenti cambiava poco. La gestione è uguale, cambia solo la mediaticità e se il San Paolo venisse chiuso a Napoli succederebbe il finimondo. La verità è questa. Sono stati stanziati milioni grazie alla scelta di disputare le Universiadi qui a Napoli, ed in Campania, e siamo a metà 2018 ma ancora non si vede l’ombra di lavori. E’ una cosa incredibile. Addirittura hanno dovuto cambiare l’assegnazione delle Universiadi dall’ARU al CONI perchè ancora si stanno guardando le carte e i lavori non iniziano. Per questo chiedo fermamente e sottolinea che voglio istituire un tavolo con le istituzioni, le società, l’ARU e il CONI per avere chiarezza su tutto, quella gestione degli impianti, ma anche sulla gestione dei fondi delle Universiadi e i lavori. Soprattutto per capire e chiarire qual è la posizione dell’Assessorato allo Sport sul discorso gestione della cosa pubblica, perchè il Collana è l’emblema della mal gestione comunale della cosa pubblica, che ripeto, va a danneggiare noi società, ma anche i consumatori e i cittadini. Bisogna fare chiarezza, con urgenza”.

Cristina Mariano

Condividi

About Cristina Mariano

95 queries in 4,986 seconds.