Turris. Alma, calcio e quarantena: “Sacrificio necessario, ma vogliamo essere tutelati”

Quarantena anche in casa Turris, dove il tecnico Franco fabiano  e il preparatore atletico tengono i ragazzi sugli attenti con programmi e allenamenti. Ognuno a casa sua, ovvio, ma pur sempre a lavoro, perchè in fondo, c’è ancora un campionato da vincere.

“Trascorro la quarantena in casa -racconta l’attaccante Giuliano Alma ai nostri microfoni- Ovviamente. Mi alleno e avendo una casa in campagna posso variare i miei allenamenti. Il preparatore ci ha dato dei programmi personalizzati in base allo spazio a nostra disposizione, il mister lo sentiamo settimanalmente. Ci chiede se ci stiamo allenamento e come vanno le cose”. 

Rapporto con la squadra invariato nella Turris: “Ci sentiamo giornalmente su WhatsApp o tramite videochiamate. Abbiamo la voglia di sentirci ogni giorno perchè oltre ad essere compagni di squadra siamo  amici, quindi da questo punto di vista non c’è forzatura, non c’è differenza rispetto alla quotidianità”.

Nonostante una routine ci sono, però, delle mancanze: “La nostalgia più forte è racchiusa in una parola: il calcio -continua Alma- Mi manca il campo, il prato verde, la tifoseria, lo spogliatoio.  E’ dura restare fermi, però è un sacrificio che dobbiamo fare per una causa importante. La saluta viene prima di tutto”.

E proprio in termini pratici. Il calcio potrebbe riprendere come no, è tutto ancora in balia dell’emergenza sanitaria e solo il 12 aprile potrebbe srotolarsi la matassa: “Per riprendere a giocare ci devono essere le condizioni sanitarie, non deve rischiare nessuno, quindi credo che possiamo riprendere solo quando l’emergenza sarà passata completamente. Dal canto nostro è ovvio che vogliamo tornare in campo, ma vogliamo essere tutelati dal punto di vista della salute. Non vogliamo rischiare e al tempo stesso vogliamo finire quello che abbiamo cominciato”.

La Turris viaggiava a grande velocità con record importanti dal punto di vista di imbattibilità. Ha battuto e migliorato se stessa rispetto alla scorsa annata. Solo alla 27esima giornata è arrivata la prima sconfitta stagionale: “Il nostro obiettivo è quello di vincere il campionato, la sconfitta fa parte del gioco, ma non è mai stato il record il primario pensiero per noi. Volevamo fare risultati utili per vincere quanto prima possibile il campionato e tenerci lontane le avversarie. Nel corso del campionato ci sono degli ostacoli e una sconfitta può arrivare. Per quel che riguarda il futuro, il record che vogliamo raggiungere è la vittoria del campionato, ad ogni costo”.

Questione fiscale dopo quella tecnica e sportiva. L’AIC sta cercando di mediare per trovare una soluzione valida su eventuali tagli degli stipendi: “Non si capisce molto, ogni giorno si dice una cosa diversa. Noi comunque aspettiamo e cerchiamo di capire cosa succederà. Non siamo professionisti e non risultiamo dipendenti, la nostra è una figura che deve trovare la sua collocazione. La nostra speranza è che ci tutelino perchè non siamo certo calciatori di Serie A. Questa situazione ha destabilizzato tutti i lavoratori, noi compresi, abbiamo famiglie, le nostre esigenze e necessità, ognuno sa il suo, ma di certo ora siamo destabilizzati”. 

Due messaggi: “Il primo verso chi deve decidere. Spero che lo faccia nel modo migliore possibile e in fretta -conclude l’attaccante corallino- La speranza è che ci tutelino, ripeto, sia dal punto di vista sanitario, evitando scelte scellerate, sia dal punto di vista economico. A chi ancora non rispetta la quarantena, dico che è un gesto irresponsabile. In fondo ci chiedono solo di stare a casa. C’è gente che lotta tra la vita e la morte e chi invece sta in prima linea per combattere il virus e per salvare delle vite. Dobbiamo prenderlo come beneficio e non come un castigo”.

Ph Credit Pasquale D’Orsi

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