Serie A, la nostalgia si sente e si vede: tanti campioni del passato infiammano l'”Arechi”

Si riavvolge il nastro, torniamo indietro a qualche anno fa. Per le strade di Salerno, in ogni angolo nei pressi dello Stadio Arechi, si vedono tifosi indossare maglie dei calciatori che, in qualche modo, hanno toccato i loro cuori. All’esterno un grande villaggio dello sport, allestito per l’occasione per loro, li accoglie in questa manifestazione splendida, che profuma di ricordi. Le luci verdi dei tornelli determinano l’ingresso nei settori. Gli spalti cominciano a prendere vita. Da semplici seggiolini diventano aria che si disperde.

Dopo la lunga attesa i calciatori cominciano a scendere in campo, scanditi dalla voce dello speaker che scalda la folla. Uno dopo l’altro si dispongono i campioni del passato, i cui tacchetti hanno già macinato tanta “erbetta”. All’annuncio dei capitani i nomi vengono ripetuti più e più volte, quasi a sottolineare l’importanza che hanno avuto. Totti e Zanetti. Rivali nel gioco, ora nella stessa squadra. A loro si aggiungono Trezeguet (attaccante tra i più prolifici della storia della Juventus), Ventola, Di Michele, Milito (ricordato nell’anno del “triplete” dell’Inter).

A suggellare questa apertura c’è un qualcosa che resterà per sempre. I giocatori si dispongono sui lati del terreno di gioco, riservando il “Pasillo de Honor” a Roberto Baggio, il “Divin Codino”. Al suo ingresso, sulle note di “Marmellata #25” di Cesare Cremonini, l’emozione è un’onda che travolge l’intero stadio. Sui versi “Da quando Baggio non gioca più” è impossibile non commuoversi. È lo stesso Baggio a farlo, con il pubblico che lo abbraccia. Nessuno ha infatti mai dimenticato il suo tocco di palla. Anche il pubblico gli riserva una dedica, con uno striscione iconico che recita: “I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”.

A seguire incomincia lo spettacolo in campo e già si iniziano a vedere giocate incredibili. Tra i tanti a distinguersi c’è di sicuro Francesco Totti, l’immortale capitano della Roma. Passaggi “no look”, verticalizzazioni, aperture illuminanti, rendono il suo tocco di palla pura bellezza artistica. Se a questo ci aggiungiamo il “vizietto” del goal, mai perso dal francese Trezeguet, allora il risultato è un piatto denso di sapori. Nessuno avrebbe mai pensato di vederli in coppia, nella stessa squadra, fare assist e goal. Il match scorre via veloce e, più che un’amichevole, si trasforma in fretta in una “girandola” di goal. Ad essa, infatti, si aggiunge Nicola Ventola, in grado di alternare tap-in sotto porta a colpi di testa, segnando una splendida doppietta.

Si chiude il primo tempo e nell’aria si sente un’atmosfera da anni 90-2000, con le casse che risuonano l'”inno” di una generazione “I’ll fly with u” di Gigi D’Agostino, dj originario delle terre salernitane che ha fatto la storia della dance. Si respira aria di passato, e anche lo stadio diventa una grande discoteca a cielo aperto. Segue “Freed From Desire”, col pubblico che salta e canta. È l’atmosfera degna in quella che, a tutti gli effetti, è una serata di tributo al calcio italiano.

Anche il secondo tempo non delude le aspettative. Tanti splendidi goal e spettacolo di luci sugli spalti. La partita si chiude, infatti, con un pirotecnico 7 a 7, dando spazio alla fantasia dei giocatori e “saziando” di sane emozioni il pubblico. Un evento di grande portata, di cui andrebbero migliorati, però, aspetti organizzativi. L’accessibilità per gli addetti ai lavori dei settori (in particolare quello della stampa) è stata limitata quando, peraltro, anche nelle gare di Serie A, è possibile avvicinarsi agli atleti e staff tecnico, avendo modo di raccogliere qualche dichiarazione di fine partita. In generale una serata riuscita su quasi tutti i fronti.

I fans con le loro colorate maglie si allontanano dallo stadio. Da lontano si leggono le scritte sbiadite dalla distanza e dal tempo.

La notte cala a Salerno.
La luna è l’unica luce naturale a fare da contorno e a fare risplendere ogni sagoma dei calciatori ammirati, fino a qualche attimo fa, in campo. Se ne racconterà per anni. Una favola per tutti, grandi e piccini. La favola del calcio, nella quale il grande vincitore è solo lo sport.