Sant’Egidio Femminile. Sicignano a muso duro: “Noi all’ombra dei colleghi maschi”

“Nonostante la grande visibilità guadagnata dal calcio femminile grazie ai mondiali dello scorso anno, viviamo ancora all’ombra dei colleghi maschi -sfoga la calciatrice e dirigente del Sant’Egidio Femminile Margherita Sicignano alle colonne di Metropolis- È indubbio che il volume d’affari che gira attorno al mondo del calcio professionistico (noi donne siamo “dilettanti”), catalizzi l’attenzione. Per ora, sono stati sospesi definitivamente i nostri campionati giovanili. Per i campionati nazionali restiamo in attesa di disposizioni continuando gli allenamenti a casa”. – Una dichiarazione forte quella della calciatrice, che a causa di un infortunio ha vestito i panni della dirigente. Un supporto alla società che riesce a vivere e amalgamare le necessità dei vertici e quello delle atlete.

Il calcio femminile, infatti, sembra sentirsi abbandonato a se stesso nel tentativo di capire come si dovrà procedere nel prossimo futuro. Difficoltà economiche, logistiche ì, molto di più, probabilmente, delle società maschili. Nonostante la possibilità di richiedere il bonus per i collaboratori sportivi “avendo stipulato contratti a zero non ne abbiamo fatto richiesta”.

Non è meno complicata la ripresa, post la pandemia: “Trovare sponsor disposti ad investire nel calcio femminile è sempre stato complesso -continua Siciliano- Ora più che mai, vista l’esiguità delle risorse che gli sponsor possono mettere a disposizione, è naturale che decidano di destinarli verso mercati che possano offrire maggiori ritorni economici. Siamo quindi preparate a questo tipo di eventualità e speranzose che vengano messe a disposizione delle Società di calcio femminile misure che ci consentano di continuare le attività”.

Complicata l’attuazione del protocollo sanitario: “Per il momento ci è stato messo a disposizione solo il protocollo promulgato per i professionisti che prevede: isolamento degli atleti tramite ritiro, test e tamponi costanti e una serie di misure di difficilissima attuazione nei campionati dilettantistici. Le società ed il presidente Sibilia stanno spingendo per avere un protocollo che possa garantire la salute e la sicurezza di atleti e staff ma, allo stesso tempo, che tenga conto delle risorse di cui disponiamo. Solo allora sarà possibile ripartire. La sicurezza e la salute di tutti é ovviamente la priorità ma, per poter procedere, le società dovrebbero ottenere aiuti che consentano di mettere in atto le misure previste. Viviamo in un momento storico che ci mette tutti alla prova e che nessuno si sarebbe mai augurato di dover affrontare. Non ci sono soluzioni magiche che ci permettano di uscirne facilmente e siamo tutti chiamati ad essere “atleti” nel senso più puro del termine: facendo il proprio dovere singolarmente per il bene della squadra. Seguiamo le istruzioni degli esperti senza avere fretta di fare gol. Le partite più dure si vincono solo dopo aver fatto sacrifici –conclude la dirigente- Il Sant’Egidio femminile è vicino a tutti coloro che stanno soffrendo e a quelli che, nonostante le difficoltà, svolgono quotidianamente il proprio lavoro per consentirci di vivere al meglio”.