Salernitana. Un gesto di orgoglio di Ventura. Ma la societa’ deve riflettere

Con la sua lettera di dimissioni probabilmente Gian Piero Ventura ha solo anticipato di qualche ora quello che sarebbe stato comunque un divorzio tra lui e la Salernitana.

Dopo la sconfitta di venerdí sera contro lo Spezia per 2-1 e le parole “avvelenate” di Claudio Lotito, immortalato nel criticare aspramente l’operato dell’ex ct della Nazionale, Ventura ieri ha presentato le proprie dimissioni, forse proprio per non farsi esonerare e compiere cosí un atto di orgoglio nei confronti della societá del duo Mezzaroma – Lotito.

Una stagione vissuta sulla soglia della sufficienza quella dei granata. Dopo l’annata disastrosa dell’anno scorso terminata con il play-out vinto, a giugno 2019 la dirigenza ha deciso di ingaggiare Ventura per cambiare rotta. E alla fine c’è stato il cambiamento, visto che fino a 10 giornate dalla fine del campionato i granata lottavano per il secondo posto. Ma col tempo e con le sconfitte, soprattutto post lockdown, Di Tacchio e compagni hanno perso posizioni e certezze fino a terminare la regular season fuori dai play-off, che era l’obiettivo vero fissato ad agosto. Play-off che Maistro e Di Tacchio non avrebbero potuto giocare visto che hanno entrambi ricevuto una giornata di squalifica che, a questo punto, sconteranno nel prossimo campionato.

Tuttavia non è solo l’addio di Ventura e di conseguenza chi prenderá il suo posto a causare “pensieri” dalle parti dell’Arechi. Il giudice sportivo ieri ha inflitto 3 giornate di squalifica e 2.000 euro di ammenda ad Avallone per aver addirittura dato uno schiaffo alla testa di un giocatore avversario nel dopo gara. Un gesto inqualificabile che sottolinea ancora una volta la troppa esuberanza e i modi poco ortodossi del dirigente granata. È un Salvatore Avallone esuberante, non nuovo a eventi del genere. La societá dovrebbe riflettere anche sulla sua posizione, visto che stiamo parlando di una piazza da sempre caratterizzata da un decoroso modus operandi.

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