Qui Napoli. Un punto piccolo piccolo ed un Sassuolino da togliersi subito

Un punto piccolo piccolo. Questo il bottino della strana sera del San Paolo. Azzurri contro neroverdi, Napoli contro Sassuolo (who??), Davide contro Golia. Un confronto che, in barba alle previsioni della vigilia (le agenzie di scommesse sportive pagavano l’ “X” 9.50 volte la posta), non decreta vincitori n√© vinti. Ma parlare di un punto guadagnato, per quanto concerne la gara di ieri sera, sembra a dir poco un ossimoro. La verità dei fatti è che il Napoli, dopo le prime quattro, brillanti vittorie stagionali, ha buttato due punti importanti per la corsa al vertice (è vero, siamo solo a settembre, ma le vittorie valgono sempre 3 punti) e che, cosa ancor più grave, l’ambiente sembra uscire ridimensionato da una “semplice” serata no. Nulla di più errato. Un incidente di percorso ci può stare, può capitare a tutti, anche ad una squadra che, fino a ieri sembrava abbonata alla vittoria e, soprattutto, anche contro una squadra che, fino a ieri, sembrava abbonata alla sconfitta.

Gli errori – Se Golia non abbatte Davide, tanto di cappello al menomato eroe, ma anche per il gigante, una strigliata ci sta tutta. Le riserve, specie se utilizzate in contemporanea, hanno evidenziato personalità e mezzi tecnici nettamente inferiori all’undici base e, proprio chi aveva qualcosa da dimostrare (vedi i due centraloni Cannavaro e Fernandez) è venuto meno. Senza un regista basso come Albiol, la manovra azzurra si è rivelata troppo lenta e prevedibile, tanto da permettere, sistematicamente, alla retroguardia neroverde di alzare un vero e proprio muro, composto da tre mastodontici difensori centrali, due esterni molto votati alla fase passiva e due mezzali brave a raddoppiare in mezzo al campo e ripartire con sistematica regolarità. Inoltre, la verve a corrente alterna di Hamsik (e siamo buoni con lui, nel caso specifico) e l’immobilismo psico-fisico del buon vecchio Pandev, hanno rinchiuso anche il Pipita Higuain in una gabbia di solitudine. Calcisticamente parlando, una gara da gamberi, a ritroso.

Come togliersi il Sassuolino dalla scarpa – Il bello (e talvolta il brutto) del pallone è però che giudizi, dogmi, frasi fatte e simpatie possono cambiare da un momento all’altro, ergo da una gara all’altra e sabato c’è già il Genoa. Occasione ghiotta per togliere il cosiddetto sassolino (o Sassuolino) dalla scarpa. Il turnover sarà di sicuro ridimensionato, nonostante l’impegno champions di marted√¨ e il saggio Don Rafè chiederà ai suoi una risposta di carattere. Se il Napoli gioca da Napoli, può vincere con chiunque, che si tratti del Borussia, del Milan, del Sassuolo o della Juventus, ma il problema è proprio quello, riuscire a giocare da Napoli. Troppo facile affidarsi al portafoglio del buon Aurelio De Laurentiis (cui sicuramente metterà mano a gennaio), per ora bisogna puntare a valorizzare il materiale umano (anche di seconda mano) che si ha a disposizione ed il radical turnover di Don Rafè è stato forse troppo azzardato in questo senso. Nulla è però compromesso, ci vediamo a Marassi.