Portici 1906. Addio forzato, capitan Di Pietro non confermato: “Un dispiacere, prima di tutto ero ultras”

Dopo tanto lavoro sul mercato in entrata, il Portici dà il via agli svincoli e agli addii. Il primo è un centrocampista di lusso. Si tratta di Andrea Di Pietro, che con la maglia azzurra ha giocato per due stagioni indossando la fascia di capitano.

Il regista, arrivato dalla Nocerina, ha condiviso col Portici il double di Eccellenza con la vittoria del campionato e della Coppa Italia Dilettanti.

Il capitano va via, forzatamente, mentre la vecchia dirigenza ingoia il rospo e lascia decidere al nuovo direttore sportive Alessandro Amarante: “So che c’era la volontà da parte di Ragosta e Giudizioso di continuare insieme -ammette il porticese doc ai nostri microfoni- Li ho sentiti quindici giorni fa e questo era quello che mi avevano detto. Tre giorni fa, poi, la chiamata da parte dei nuovi soci in cui mi dicevano che non ero confermato. Puntano su altri calciatori”.

Andrea Di Pietro nel comunicato d’addio ha ricevuto davvero tanti commenti, nei quali i tifosi si stringevano attorno a lui. Tanto affetto e tanta stima per il capitano che prima di tutto è stato un altras: “A breve scriverò un comunicato per salutarsi e ringraziarli. Mi è dispiaciuta questa decisione, perchè prima di essere un calciatore del Portici sono stato un ultras, quando ero bambino. Questa piazza è fantastica, c’è sempre stata vicino. Se siamo ancora in D sicuramente il merito è loro perchè ci hanno seguito ovunque e sono sempre stati vicini a osannare questa maglia, anche quando i momenti erano difficili e nelle sconfitte più assurde. Quindi li ringrazio davvero”.

Per quanto riguarda il futuro: “Dopo la chiamata della società ho firmato col Gladiator. Sono un ex anche dei nerazzurri. Ho avuto chiamate dalla Serie D, ma ho preferito scendere di categoria per motivi familiari e per stare tranquillo. La Serie D, i sacrifici, solo per il Portici”.

Cristina Mariano