Paganese-Juve Stabia 1-2. Scusate il ritardo: azzurrostellati competitivi solo nella ripresa

Secondo derby stagionale per la Paganese di mister Gianluca Grassadonia. Al Marcello Torre arriva la Juve Stabia di Gaetano Fontana. Ambizioni completamene diverse per le due formazioni: posizionamento ai play-off per i padroni di casa e assalto al Lecce capolista uscito sconfitto dalla trasferta contro il Catania.

IL MATCH – Match molto combattuto sin dal primo momento, ma è la Juve Stabia che si affaccia per prima nei pressi dell’area di rigore azzurrostellata. Al 4′ sono proprio gli ospiti a passare in vantaggio con Ripa, che insacca alle spalle di Chiariac l’assist di Capodaglio. Immediata reazione dei padroni di casa, che non trovano però fortune nei dintorni della porta difesa di Russo. Paganese molto corta, con Reginaldo da solo a combattere tra i centrali difensivi della Juve Stabia, di fronte Vespe molto aggressive che non lasciano ragionare gli avversari. Azzurrostellati confusionari anche per il pressing degli uomini di Fontana. La Juve Stabia continua la sua partita a grande dispendio di energie, mentre la Paganese cerca di trovare gli spazi giusti per creare palle gol. Il guardalinee blocca la squadra locale tre volte in fuorigioco, il secondo molto dubbio. Con il passare dei minuti le vespe si ritirano nella propria metà campo. Gli uomini di Grassadonia provano a sorprendere gli avversari, ma Russo resta spettatore non pagante. Sesso ruolo anche per Chiariac, che sostituisce Marruocco per la squalifica beccata nella scorsa giornata di campionato in conseguenza alla testata inflitta a Baclet. Dopo il gol del vantaggio, infatti la Juve Stabia non ha fatto più tiri in porta, se non qualche sporadico tentativo che non ha impensierito il portiere azzurrostellato. All’intervallo si va con il risultato bloccato sull’1 a 0.

Nella ripresa inizia bene la Paganese con un tentativo di attacco, ma al ribaltamento di fronte è la Juve Stabia che va a segno con Izzillo, che a rimorchio insacca alle spalle dell’estremo paganese per il 2 a 0. Immediata reazione della formazione casalinga e immediata anche la reazione di mister Grassadonia che opta per il primo cambio. Mette pesantezza in campo con l’inserimento di Herrera al posto di Mansi, passando al 4-3-3. Trama molto simile a quella vista nel primo tempo del match. La Paganese, però riesce a creare qualcosa di più nel reparto offensivo, grazie proprio all’ingresso dell’e Lecce. La prima vera occasione per la squadra di Grassadonia arriva dopo l’ingresso di Celiento, che impegna in qualche modo l’estremo difensore Russo. Siamo al 24′ minuto: la Paganese batte il sesto calcio d’angolo e proprio sugli sviluppi del corner battuto da Della Corte, arriva il gol che accorcia le distanze: a marcare è Camilleri. Pochi minuti più tardi la Paganese potrebbe avere una ghiottissima occasione, tocco di mano volontario di Atanasov, già ammonito. Per l’arbitro è tutto regolare. Ad circa un quarto d’ora di gioco, altra importante occasione per gli azzurrostellati, ora in fase di pressing alla ricerca del pareggio, ma il pallone finisce fuori direttamente sul cross. Al 33′ altra occasione per i padron di casa. La Juve Stabia è alle corde, ma la Paganese non riesce a segnare. Un minuto dopo Grassadonia opta per l’ultimo cambio, esce Reginaldo ed entra Luppo.. La squadra di Grassadonia ci prova in tutte le maniere, rischiando anche di scoprirsi troppo all’ormai inoffensiva Juve Stabia. Agli sgoccioli del match clamorosa occasione per la squadra locale, con Iunco che viene fermato in posizione irregolare. Molto dubbia anche questa segnalazione del direttore di gara. In pieno recupero interessantissima occasione per la Paganese, che guadagna un calcio di punizione in zone molto pericolosa. Sugli sviluppi arriva il corner, ma tutto si conclude con un nulla di fatto. Ultimi scampoli di match e squadre che la giocano con il sangue agli occhi: cambi di fronte immediati

Al triplice fischio la Paganese esce sconfitta dal Marcello Torre con il risultato di 2 a 1. Secondo derby perso per la formazione di Grassadonia, ma tanto da recriminare sia per le scelte iniziali che per la direzione di gara.

Cristina Mariano