Un Napoli stellare, ma non inviolabile supera e surclassa l’Empoli con un 5-1 lavorato e cercato. Non basta Caputo a far scricchiolare gli azzurri, che subito il gol temporaneo 2-1 abbassano la testa ed escono dal San Paolo con un 5-1 tutto targato Insigne e Mertens, quest’ultimo con tripletta e assist per il gol di Milik
INSIGNE COME SAVOLDI, MERTENS PI√ô DINCARECA – Per chi pensava che Dries, per gli amici Ciro, Mertens perdesse in quantità con il nuovo tecnico e con il nuovo assetto tattico, non aveva fatto i conti con l’oste. Quantità e qualità per il calciatore reinventato che com il gol nella partita contro l’Empoli, raggiunge e supera uno dei miti del calcio partenopeo. Mettendo come Fare da, con 74 gol in Serie A, e 95 con la maglia azzurra. Gol ed esultanza per rivivere un po’ di calcio brazileiro del Napoli che fu. Sulla stessa scia Lorenzo il Magnifica, in uno scorcio di stagione da sogno. Con il gol che rompe l’equilibrio, il numero 24 raggiunge quota 55 in Serie A con gli azzurri come Savoldi.
NAPOLI CHE SCHERZA COL FUOCO – Bene, non benissimo, l’attacco azzurro, che con i due folletti davanti fa emozionare e sussultare, che non finalizza quanto deve. E se per un gol non segnato si può soprassedere, meno si può con le incertezze difensive, su cui un grande Koulibaly mette una pezza. Fabian perde una palla e rischia tanto. Partenopei che giocano troppo con la capacità dei toscani di fare male, tanto da prendere un gol, poi annullato per fuorigioco. Ancellotti alza il sopracciglio e mugugna non vedendo di buon occhio il mal posizionamento dei suoi. Empoli che sbaglia tanto, ma che comunque riesce a far sussultare i tifosi del Napoli,memori di un doloroso 4-2 di qualche anno fa. Al 57′ arriva il gol. Questa volta di Caputo, che già aveva iniziato a prendere le misure alla difesa partenopea. Se nel primo tempo, però Koulibaly era riuscito ad anticipare con il tallone, nel secondo tempo, l’attaccante azzurro si intrufola tra il francosenegalese e Maksimkc integrandoli. Cambia l’equilibrio del match. Con l’Empoli che preme l’insicurezza e la preoccupazione di un Napoli colpito a tradimento, nel momento di gestione del vantaggio. Ci vuole una perla di Mertens, la seconda di giornata, a ripristinare gli equilibri, ma non a spaventare la squadra di Andreazzoli, che prova comunque a ferire il Napoli.
CONTROPIEDE, UN EVERGREEN – Tutto molto bello al San Paolo, dove il Napoli punge, rischia e batte record. Nel secondo tempo uno spregiudicato Empoli prova a chiudere i padroni di casa nella loro metà campo, a tratti riuscendoci anche. Si difende bene il team di Carlo Ancelotti, che oltre a chiudere gli spazi costringe la formazione toscana all’errore. Da qui il bello del calcio italiano. A Napoli si rivedono le ripartenze, i contropiedi quelle azioni che regalano sempre quel pizzico di galvanizzazione che fa sempre bene. Un fremito di quelli che lasciano sul filo del rasoio fino alla conclusione delle azioni. Gli azzurri sanno ancora regalare queste emozioni, ma non riescono a finalizzare. Tranne a quindici secondi dalla fine, quando su azione toscana, il Napoli recupera palla. Insigne un assist col contagiri regala la tripletta a Mertens.
EMPOLI INDOMITO – Non basta la reverenza, non basta il tasso tecnico, la prestazione e neanche il passivo. L’Empoli gioca e lo fa senza risparmiarsi. Continuando a cercare il colpo gobbo alla squadra di Ancelotti. Una squadra coraggiosa che ha fatto divertire, proprio assieme al Napoli dando vita ad un match davvero esplosivo fino agli ultimi istanti, quando Mertens cala il pokerissimo.
Al triplice fischio il Napoli si riprende il secondo posto, almeno in attesa della partita dell’Inter. Intanto gli azzurri volano sull’Empoli e con luminarie alle stelle possono andare a conquistarsi la qualificazione di Champions League, proprio al San Paolo contro il Paris Saint-Germain.
Cristina Mariano




