Napoli. Dries Mertens: vi racconto il Cenerentolo partenopeo

Altro che Higuain, altro che Milik, il Napoli di questa nuova stagione non può fare a men di un suo giocatore, Dries, per gli amici Ciro, Mertens.

Arrivato all’ombra del Vesuvio nell’estate del 2014, il folletto belga prelevato dal PSV Eindhoven a titolo definitivo per circa 10mln di euro, ha incrociato il proprio destino con il Napoli già nelle stagioni precedenti, quando in Europa League aveva dato dimostrazioni delle proprie qualità tecniche.

Come al solito, il suo trasferimento nella squadra azzurra è stata accompagnato dai pregiudizievoli mugugni della tifoseria, o parte di esse, non essendo il suo un nome altisonante che facesse viaggiare le fantasie di una passionale tifoseria alla ricerca delle vittorie.

Ad oggi si può ufficialmente etichettare come uno dei migliori acquisti della gestione De Laurentiis.

Nella sua prima stagione napoletana ha iniziato a legare con i compagni e con i tifosi, prendendone piano piano il cuore anche sposando l’essenza della napoletanità nella propri vita quotidiana. alla corte di Rafa Benitez ha iniziato a ritagliarsi spazio nelle gerarchie collezionando, nella sua prima stagione, 33 presenze in campionato, di cui 21 da titolare e 12 da subentrato collezionando 11 gol, 13 calcolando la Coppa Italia. Acquistato per dare sostegno alla prima punta, Higuain, occupava il ruolo di ala sinistra nella trequarti a tre costituita dal tecnico spagnolo. Spesso al posto di Insigne altre al posto di Hamsik o Callejon, a seconda delle necessità.

Al secondo anno da giocatore azzurro, diventa più consistente la sua presenza nelle partite internazionali della Europa League giocando 13 partite e lasciando il proprio sigillo per ben 4 volte. Leggermente più ampia la presenza in campionato, 17 presenze da titolare e 14 da subentrato, ma come tutta la squadra, anche per lui è un’annata deludente e riesce ad andare a segno solo 6 volte.

Con l’arrivo di Sarri inizia la sua vera e propria evoluzione. Una prima stagione in cui il giocatore è per lo più impiegato in Europa League, cos√¨ come molti altri giocatori. Si ricordi che ironicamente si parlava di un Napoli A e un Napoli B, uno per il campionato e uno per le Coppe, cos√¨ da alternare in maniera più o meno simile le presenze e bilanciare le energie. In campionato è quasi sempre il rincalzo di Lorenzo Insigne nel suo anno di grazia, con gol e assist a doppia cifra. Nella competizione internazionale segna 5 gol in 5 presene, mediamente una rete a partita giocata, ma in campionato le sue prestazioni non sono di certo di alto livello. Gli viene preferito Insigne per ben 27 volte, sia per la realizzazione di assist e gol, sia per alcune qualità tecniche che ancora mancavano nel giocatore belga. Infatti il folletto frattese riesce a bilanciare la fase offensiva e la fase difensiva in maniera pressoch√© equilibrata, attitudine che manca a Mertens. Poco spazio e tanto egoismo: in questa maniera può essere descritta la terza stagione di Dries Mertens in maglia azzurra. Pochi gol segnati, ma tanta la volontà di mettersi in luce per una maglia da titolare, arrivata solo 6 volte, con altrettante sostituzioni.

Mai in dubbio la sua permanenza. Il belga, però, ha davanti un giocatore, che tra fischi e applausi riesce a regalare gioie e dolori ad una tifoseria intransigente ed esigente, ma soprattutto riesce a soddisfare le richieste del tecnico. Una stagione difficile e ricca di polemiche proprio per la quantità di azioni sprecate in egoismo tattico. E se a sinistra c’è un quasi insostituibile Insigne, a destra c’è il pilastro, perno ma soprattutto certezza Callejon, che vanta, ad oggi, 135 presenze in 137 partite giocate dal Napoli nelle ultime tre stagioni.

Fascia sinistra occupata, fascia destra anche, trequartista non contemplato: sembra quasi che Mertens debba rassegnarsi a passare un’altra stagione da rincalzo e con la Champions, lo spazio al posto di aumentare diminuisce, perchè per forza di cose si punta sulle certezza. La dea bendata, però, è dalla parte del belga. Milik, erede di tutto rispetto di Gonzalo Higuan, si infortuna durante una partita in Nazionale e Maurizio Sarri dopo aver provato, sena successo, a rilanciare Manolo Gabbiadini, opta per una soluzione nuova ed alternativa.

Tra le polemiche arriva il falso nueve, tra mugugni e poca fluidità iniziale Mertens è la nuova prima punta sulla quale confluisce il gioco del Napoli. Con il passare del tempo il Napoli diventa sempre più padrone del nuovo odo di giocare e Mertens inizia a prendersi qualche rivincita. Sempre più napoletano dentro il campo, ma anche fuori. Ma quel che maggiormente interessa sono proprio le prestazioni in mezzo al campo. Mertens diventa un leader indiscusso del reparto offensivo, non dà punti di riferimento, regala assist, segna in maniera continua e torna a difendere.

Una evoluzione a tutto tondo del belga, che con 21 partite giocate in campionato è diventato il capocannoiere della Serie A con 16 marcature all’attivo, alle quali si aggiungono le 4 segnature in Champions League in sole 6 presenze, cioè titolare nell’intera fase a gironi.

Insomma la storia di Dries Mertens si riassume in pochi numeri e tante parole 118 presenze e 38 gol in A di cui 16 in questo scorcio di stagione. Ma siamo ancora a metà dell’annata con altre partite di Chmpions, una semifinale di Coppa Italia da giocare e infine 17 partite di campionato ancora da disputare.

Cristina Mariano