Milan-Napoli. Non è tempo di tabù: a San Siro per vincere 27 anni dopo!

Che strano questo calendario azzurro: si rischia di cadere nel banale a parlare, ogni sette giorni, di tabù da sfatare. E prima il Chievo anti-Mazzarri, poi il Bologna di Konè, l’Atalanta di Carmona (tutte bestie nere dei giorni nostri) per arrivare poi, dulcis in fundo, al Milan. E qui bisogna riaprire i vecchi annali. Non si vince in casa dei Diavoli, infatti, da più 27 anni. Era il 13 aprile 1986 e Maradona e Giordano regolarono i rossoneri (in gol con Di Bartolomei). Da allora mai più tre punti arrivarono dalla volta della Milano rossonera.

San Siro è in effetti, come d’altronde è forse giusto sia, un campo storicamente ostico agli azzurri, che l√¨ hanno vinto solo 13 volte nella loro Storia, a fronte di 26 “X” e ben 35 vittorie del Milan. Come a dire: “Ce vulesse Maradona!” A volte, però, scomodare mostri sacri può risultare superfluo, basta essere uno squadrone. E il Napoli lo è. Inutile nascondersi dietro mazzarriane congetture: gli azzurri vanno a San Siro per consolidare il primato, fin’ora strameritato, oltre che per i risultati, per l’eccellente mole di gioco espressa. Certo, il Napoli ha giocato mercoled√¨ scorso (e vinto) col Borussia Dortmund; certo, il Milan è pur sempre il Milan, certo… ma il bello delle cose, specie in un “gioco” come teoricamente dovrebbe essere il calcio, è che queste possono, col tempo, subire mutamenti, alterazioni.
Come gli azzurri, infatti, anche Balotelli e compagni hanno giocato lo scorso mercoled√¨ e, per giunta, meno bene del Napoli contro un avversario meno ostico dei vice campioni d’Europa di Klopp. Allegri, poi, dovrà fare i conti con una lunga lista degli indisponibili: Bonera, Pazzini o De Sciglio per citare gli ammalati storici, Silvestre, Kakà, Montolivo ed El Shaarawy per aggiornare le presenze in infermeria. Inoltre, con Verona, Torino ed anche Celtic, Balotelli permettendo, il Milan ha evidenziato uno stato psico-fisico non propriamente al top ed anche la qualità del gioco ne sta risentendo.
Zapata centrale con Mexes, bomber quasi per sbaglio mercoled√¨ scorso, è forse il punto debole di questa difesa, con Constant che potrebbe andare in seria difficoltà negli scontri in velocità con Christian Maggio e Abate pronto a mettere su una sfida a 100 km/h con Juan Camilo Zuniga. Proprio il colombiano ed il “tornante” destro ex Samp potrebbero essere l’ago della bilancia per colpire i rossoneri, consentendo agli esterni alti (con ovvia probabilità Callejon ed Insigne) di tenere alto il loro raggio d’azione nella trequarti avversaria. In mediana, poi, un centrocampo tutto muscoli ed intensità si ritroverà a fronteggiare Inler e Behrami, che col giusto apporto di Hamsik pendolo centrale tra le linee, possono e come mettere in difficoltà Poli, Muntari e De Jong. Per palleggio ed intensità non proprio tre fulmini di guerra. Davanti, poi, un Higuain come quello di mercoled√¨ non dovrebbe tradire le attese: questo “miracolo” si può fare. E’ il momento giusto. D’altronde ricordatelo: anche il tecnico ne è convinto, con un Napoli del genere sognare non è affatto proibito e provarci è obbligatorio. A domenica per sfatare un altro tabù.
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